- 58 - trattavasi soltanto di aumentare la potenza lumino a del fuoco, tanto più essendo nel frattempo sopraggiunti i nuovi illuminanti, acetilene ed incandescenza a petrolio, coi quali si rese pos ibile conseguire egualmente, con minore spesa, l'aumento suddetto. Coll'uso dell'acetilene, che è un combustibile gaso o capace di essere intercettato con valvole, fu poi po ibile di trasformare, sempre con pesa lieve, i fari a luce fissa in fari a luce variata (intermittente) di assai maggior potenza; tale trasformazione fu già fatta per i grandi fari di Razzoli (2° ordine) e Palinmo ( 1 ° ordine) ed in molti altri minori. In quanto alla trasformazione dei caratteri di certi fari, riducendo gli intervalli troppo lunghi fra gli plendori, essa venne già intrapresa in Italia e arà sviluppata rapidamente mediante l'acceleramento della rotazione degli apparecchi a lenti anulari e l' aggiunta di altri quadri di prismi verticali nei vecchi fari, in cui gli splendori sono ottenuti con tale sistema. È notevole la trasformazione recentemente eseguita del vecchio faro di Gaeta che dava mediante dL1e prismi di quadri verticali plendori ogni 180" ed era visibile a sole 1 3 miglia, sebbene per l'altezza del piano focale ave e una portata geografica di r7 miglia; questo faro fu con lieve spesa ridotto a gruppi di due splendori abbinati distanziati di 50" e della portata di 17 miglia. Pei nuovi fari si va tuttavia applicando anche in Italia - ebbene limitatamente - il istema dei feuxeclairs ( nuovi fari di Fiumara Grande, di Portofino ed altri minori). Tale si tema era tato introdotto circa • 1 o anni or 0110 nei due fari di Capo Peloro e di Licata; ma è da notarsi ch'esso è giudicato in Italia. dalla generalità dei marini, non troppo favorevolmente, per la eccessiva brevità dello splendore (lampo) I - 59 - ( 1; 1 o e 2/ 1 o di econdo), specialmente in relazione alle difficoltà di avvi tamento al largo, con fo chìa, pioggia e mare mosso, mentre il facile avvistamento, con ogni circo tanza, è una delle maggiori e più giustificate e igenze della navigazione. Si è perciò deciso in Italia di limitare l'adozione dei f eux-éclairs a ca ·i speciali, stabilendo in ogni modo la dmata del lampo a non meno di 5/10 di secondo, salvo ad ammettere in via eccezionale i 2; 1 o nel caso di traformazione di fari esistenti. Nei porti italiani è già quasi terminata la trasformazione delle luci segnalanti le e tremità dei moli. Queste luci tempo fa erano generalmente fisse e non sempre colorate secondo la convenzione di Vvashington, rosso a sinistra e verde a destra entrando. Attualmente la convenzione di Washington è generalmente applicata, ed inoltre la maggior parte dei fanali sono stati ridotti - mentre gli altri lo saranno - a luce intermittente specialmente coll'adozione di fanali a rotazione di ventole opache interne, me e in moto da congegni di orologeria a molla che dmano I 4 ore. Per il segnalamento di secche e bassifondi in Italia s1 ricorre ordinariamente al metodo diretto con boe luminose o mede o fari propriamente detti, serviti da fanalisti, quando la co truzione di que te mede o fari non presenti overcbia difficoltà; e solo in qualche ca -o e sempre che si sia potuto fare assegnarnento u di un faro vicino, si è adottato il segnalamento indiretto mcdiante fasci di luce colorata (come per le ecche di Capo Rizzuto, costa Calabre e del Jonio). 'Per le boe luminose si introdusse 2 5 anni or ono il sistema a gas compres o Pintsch con fiammelle libere ed apparenze limitate al fuoco fisso, non essendo ri ultato buono il funzionamento sui galleggianti di apparecchi di cintillamento.
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