Mostra delle opere pubbliche. Esposizione Internazionale di Torino 1911

- 56 - il erv1z10 dei fari e degli altri egnalamenti marittimi, fatta oltanto eccezione per la costruzione e le riparazioni straordinarie dei manufatti, pa erà dal Ministero dei Lavori Pubblici alla dipendenza di quello della Marina. Allorchè nel 1 860 s1 riordinò l'ammini trazione centrale dei LL. PP., es a trovò tale servizio molto scarso e difettoso in qua i tutte le parti del Regno. Per _segnare il progresso fatto dall'Amministrazione dei Lavori Pubblici in questa materia, malgrado che il capitolo relativo ia sempre stato dinanzi al Te oro la Cenerentola del bilancio, si è espo ta in que to riparto 111 la carta dei fari al 1860, quella al 1905 e quella al 19 1 o, oltre agli Atti della Commis ione per il riordinamento dell'illuminazione delle coste del Regno nominata col decreto ministeriale del 16 maggio 190 5 (' ). Già nel 31 gennaio 1867 il Mini tro Jacini poteva scrivere in una relazione presentata al Parlan1ento (2 ) : cc La ituazione dei fari e fanali al 31 dicembre cc 1 66, fatta a ·trazione di quelli delle provincie vec< nete e romane, può ria sumer i nelle segL1enti cifre: cc fari esi tenti anteriormente al I 60 n. 58; fari cc co truiti dopo il 1860 e già accesi, o che verranno cc posti in e eremo nei primi mesi del e 867, n. 30 • « fari in costruzione n. 8 )) . (,) La Commissione fu cosi composta: Maganziui Italo, Presidente cli Sezione al Consiglio 'uperiore J.ei LL. PP. ; Inglese Ignazio e Rossi Giovanni, f ·pettori upcriori del Genio Civile; Boet Giovanni, Capitano di Vascello, Direttore dell'Istituto idrografico della Regia Marina, cui succedettero prima il Capitano J.i Fre0 ata Giavotlo Mattia, quindi .~larzolo Paolo successivamente Direttori del detto Jstitmo; Mazza Alfredo, Direttore Capo Divisione al Ministero dei LL. PP., cui succedette il Capo Divisione Joele Fraucesco ; Lo Gatto Domenico e Cozza Luigi, Ingegneri capi del Genio Civile. (2) L'Amministrazioue del Lavori Pubblici in Dalia dal 1860 al 1867 (pag. GG) - Firenze, Eredi Borra, 1 , 67. - Si Tenuto conto anche dei litorali romano e veneto, nel 1860 il numero dei fari e fanali e i tenti m Italia era di 63, che già nel 1870 raggiLmgevano il numero di 207, divenuti 354 nel r 90 5 allorchè venne costituita la Commis ione predetta, la quale propo e 231 co tmzioni nuove e I o modificazioni di fari esistenti (' ). Insieme alla co truzione dei molti fari e fanali nuovi, i è, nella seconda metà del cinqL1antennio, provveduto alla trasformazione generale dell'illuminazione da olio di uliva a petrolio bruciato in calzettine, e pii.1 recentemente ad acetilene e ad incandescenza di vapori di petrolio. La trasformazione ha realizzato sempre un aumento di inten ità pecifica delle orgenti luminose, vantaggioso pecialmente per il migliore avvistamento dei fari con tempo fo co; tale aumento è stato molto notevole coll'introduzione dell'acetilene, e piL1 ancora coll'adozione della incandescenza a vapori di petrolio già applicata nei fari di grande atterraggio di Genova, di Livorno, di Civitavecchia, di I onza. In quanto alla tra formazione degli apparati ottici più antiquati, l'Italia non ha creduto di dover seguire intieramente l'e empio della Francia, che da vent'anni con ingente pe a ha adottato i nuovi apparecchi a rotazione rapida e la~npi brevi simi detti feitx-éclairs. E specialmente non lo ha seguito nei ca i in cui ( 1) L 'ammiraglio Boet in una carta ann essa alla sua mono rafì:i " Le seg,ic.lazioni marittime" (Genova, Tip. del R. I rituro idrografico, 1905) dà in +3 il numero dei fari esistenti nel 1 (i,, e così risulta pure dal pro pe'r(o tecnologico succitato. Aggiungendo 20 fanali allora accesi, i ha la cifra di G3, che collima con quella calcolarn sommando alla cifra dello Jacini i 5 fari che trovavansi accesi nel I SGo nei Litorali romano e veneto. Allorchè J.unque sarà attuato il programma della Commissione, si avrà qua i decuplicato il numero delle luci di segnala· mento delle coste del Regno rispetto al I Go, mentre già oggi se ne conta un numero sei volte maggiore.

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