-- 224 - Sezione IV. - BACINI DA PESCA E DI ACQUICOLTURA DI PERTINENZA DEL DEMA IO Notizie generali.. a) MAR PICCOLO DI TARANTO. Il bacino costituisce ostanzialmente uno specchio di mare interno che caratterizza il porto di Taranto, e che è quindi per sua natura « demanio pubblico » . Ma lo Stato ha u quel bacino specifici diritti patrimoniali riguardanti l'ostricoltura e la mitilicoltura. Il Mar Piccolo è formato da due eni separati da una lingua .abbiosa detta « La Penna », quasi eguali in ampiezza e aventi in comple ·o 22 chilometri di periferia, con profondità da 8 a I 2 metri: il fondo è eminentemente fangoso, le rive quasi tutte basse e calcaree, con spiccato carattere, dal lato di levante della città di Taranto, di spiaggie recentemente emerse. L'antica capitale della Magna Grecia, ai classici fasti e alle raffinatezze di una memorabile civiltà ha oggi sostituito la forte e vigile opera della dife a militare e marinara; ma una cosa sopravviYe tuttora del suo pas ato: la pescosità del suo mare interno, e la rinomanza degli quisiti prodotti che se ne traggono. Della importanza attribuita all'esercizio della pesca in quelle acque i hanno numero e traccie sin dai tempi più remoti; ma il primo e veramente interesante documento che peculiarmente riguarda questa materia è il così detto << Libro rosso »: specie di inventario redatto nel 1462 dall'ultimo Principe di Ta- - 225 - ranto, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, dove fra i beni, diritti e giurisdizioni di sua pettanza, si comprende anche la pesca nel Mar Piccolo, con le norme atte a disciplinarne l'e crcizio. In seguito però dal dominio del sovrano locale i diritti sul Mar Piccolo pas arono e si uddivisero fra vari Enti pubblici, eccle ia:stici, ecc.; nè mancarono priyati u ·urpat ri che si arrogarono prete e facoltà di godimento prive di ogni fondamento giuridico. Fra il r861 e il r866 il Demanio Nazionale ostituendosi, in forza delle nuove leggi, agli Enti di cui sopra rimo se gli inveterati abu i e accentrò nelle sue mam l'Azienda, ridotta e limitata però ad un diritto di pesca dei molluschi nelle zone non necessarie alla libera pesca, alla navigazione ed ai servizi militari marittimi. L'industria o trearia dice i sia stata importata m Taranto dagli allernmenti di 13aia e del Lago Lucrino, già in sommo pregio nell'aurea età di Roma. Oaai nel Mar Piccolo oltre l'ostrica tarantina ( Ostrea t,t, edulis) gu tosa e assai ricercata, si coltiva anche su vasta scala il .Mitile (Mytilus eduli ) di buoni caratteri nutritivi, di largo consumo popolare, di rapido sviluppo e di coltura alquanto più facile di quella occorrente alle o triche. L'esercizio dell'Azienda è affida\o alla « ocietà conduttrice del Mar Piccolo » che estende la ua attività u una esten ione di qua i 30 mila ettari, e corri po!1de all'Erario un canone annuo di poco inferiore ';lle 50.000 lire. Dall'Azienda traggono sostentamento circa 500 o~ perai che hanno fondato la « Società degli ostricultori di Taranto », e molti altri lavoratori 0110 interessa ti indirettamente, anche fuori di Taranto, all'esercizio
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