- 82 - reni irrigati misurano ettari 5 5 5. oo ; mentre però ancora molta potenzialità idraulica è ancor disponibile per oltre 2 di milioni di HP. lle opere idrauliche sono destinati nella Mo tra delle opere pubbliche i riparti VI e Vll e fra le co e e poste figmano le pL1bblicazioni della Direzione generale che offrono una idea sintetica del ervlZlO. Alle opere idrauliche del Veneto, che, come si è veduto, costituiscono per la sola 2" categoria la terza parte di quelle di tutto il Regno, e offrono colà un intere se culminante, è dedicato un apposito gruppo nel riparto IX del Magi trato delle acque, ove ono esposte carte, profili, tipi, diagrammi, f tografie e monografie speciali. Il riparto VII è dedicato alla mostra del Po, e qui si dirà specialmente de' più importanti lavori e servizi e po ti nel riparto VI, e cioè ul Tevere e sull'Acquedotto pugliese. Fiume Tevere. La memoranda piena del Tevere che raggiunse il colmo col giorno 28 dicembre 18 70, se fu cagione di pubblico allarme e di danni numerosi alla città, diede luogo altre ì a solleciti provvedimenti del Governo nazionale appena instaurato nella capitale. Venne subito dato incarico ad una Commis ione reale di studiare e proporre i mezzi per rendere le piene del Tevere innocue alla città di Roma, e verso la iìne del , 87 2 furono rese di pubblica ragione le propo te della Commi sione ste a, approvate poi dal Consiglio uperiore dei LL. PP., le quali così pos 0110 compendiare: a) Lavori di sgombero e di remoz10ne dei ruderi ed altri o ·tacoli e i tenti nell'alveo del Tevere. b) Lavori di sistemazione delle ponde, mediante - 3arginature nel tratto superiore, dai Sassi di S. Giuliano, in sinistra, e dalle gronde di Monte Mario, in destra, fino alla città, e mediante costruzione di muri di sponda nel tratto urbano fino all'altezza di m. I .20 ul pdo presunto di una piena simile a quella del 1870, dopo rimos i gli o tacoli attuali. e) Costruzione di due collettori paralleli alle sponde con foce nel Tevere in punti ove non sia più a temersi il rigurgito di piena. In base a que te proposte, con la legge 6 luglio 1 87 5, n. 2 583, furono le opere dichiarate di pubblica utilità, e fu stabilito che la spesa dove se ripartirsi per una metà a carico dello Stato e per l'altra metà in ragione di tre quarti a carico del Comune e di un quarto a carico della Provincia di Roma. Allo tanziamento dei fondi occorrenti fu provveduto con le seguenti leggi: 30 giugno 1876, n. 3201, per L. 10.000.000,00; 23 lL1glio 188 1, n. 338, per L. 20.000,000,00; 15 aprile 1886, n. 3791 , per Lire 30.000.000,00 ; 2 luglio I 890, n. 6936, per Lire 45 .0 0 0.000,0 0, cioèincomple o per L. 105.000.000,00. Con la legge poi d l 20 luglio r 890, n. 6980, il Comune di Roma fu liberato dall'onere del concorso nelle spese del Tevere, e recentemente con legge 1 1 luglio 1907, n. 502, fu liberata anche la Provincia di Roma, sicchè tutta la spesa per i lavori del Tevere è ora sostenuta dallo Stato, passando a que to il diritto di riscuotere i contributi da porsi a canco dei proprietarii, come di poneva la prima legge del 6 luglio 1875, n. 25 3. Cì!ca tali contributi furono studiate le norme per determinarne le varie modalità e proporzionalità, e furono anche concretate tali norme in un disegno di legge, a cui però il Governo non credette finora opportuno di dare eguito. h
RkJQdWJsaXNoZXIy MTUzNDA1OQ==