Spetta al naturalista e patrizio vicentino conte Lelio Piovene (1689) il merito di avere pel primo proclamato scientificamente il valore terapeutico delle acque della fonte che da lui prese nome ed ancor oggi si chiama « Lelia ». Confermata in breve l'efficacia curativa di dette acque, la Repubblica Veneta ne prese pos e O af- :fi~1chè « l'acqua salubre » rimanesse di pubblica ragione e potesse essere conce sa a tutti quelli « tanto sudditi che esteri » che ne aves ero bisoo-no t, • Nel r 778 scoperte altre due fonti (Lorgna e Amara) Recoaro cominciò ad avere, con Lm apposito custode ed un medico residente, l'a setto di vero luogo di cura. Altre fonti furono succe sivamente scoperte, fra cui la G-iuliana nel r850, che fu dal Governo Austriaco dichiarata tosto di proprietà demaniale e che con la Lelia (la prima scoperta e utilizzata) costituisce la ricchezza idrica più apprezzata della località. Tlltte le acque di Recoaro appartengono alla cla se delle acidule-ferrugino e fredde; ma la Lorgna, l' Amara e sopratutto la Lelia (piL1 ricca delle altre di anidride carbonica e di principì minerali) costituiscono il gruppo delle acidule-solfate-ferruginose; mentre la Giuliana, che è considerata come una delle mi o-liori D da tavola, si a crive alle acidule-carbonate-ferruginose. Il primo stabilimento di cura fu aperto a Recoaro per i militari nel 1854 dal Governo Au triaco • il Go- ' verno Italiano nel 1875 ne apriva un altro; e un terzo fu fatto sorgere nel r880 dalla privata iniziativa. La Repubblica di Venezia provvide alla gestione delle Fonti di Recoaro mediante amministrazione diretta affidata al Magistrato di Sanità di Vicenza; e altrettanto fece il Governo Austriaco sugli inizi del 1 8oo. Ma il primo Regno Italico nel T 8 1 o appaltava l'A- ., - 239 - zienda al Comune te so di Hecoaro; e tale appalto durò anche dopo il ripristino del regime Austriaco, salYo breve interruzione, sino al 1 866, e continuò tutta\·ia otto il Governo Nazionale ino al r 870. Successivamente però il Demanio affidò l'Azienda ad altri appaltatori, e a traverso a ùcende varie addivenne finalmente nel 1892-93 alla concessione del1' Azienda te sa alla attuale esercente: Ja 5ocietà Anonima « Impre a delle RR. Fonti di Recoaro » la quale riportò il Gran diploma d'onore all'Esposizione di Napoli 1897, di Padova 1900, di Venezia 1905. La convenzione con detta Società verrà a scadere il 31 ottobre 1925; e per essa è asicurato al Demanio il corrispettivo di lire 26.47 5. Oltre il consumo delle acque per bibita sul luogo (circa 5500 persone a pagamento, senza contare le numerosissime ammissioni alla bibita gratuita per i poveri) la Società concessionaria esercita su larga cala la vendita dell'acqua in bottiglie; vendita che ormai a ccnde a quasi 100.000 libbre mediche all'anno non ' ostante la vivi sima concorrenza di acque similari tanto nazionali che estere. L'indicazione terapeutica delle acque per bibita comprende l'anemia, la clorosi, le dispepsie, i catarri dell'inte tino e delle vie urinarie, le mJlattie del fegato e della milza. Ma se ne fa uso anche per applicazioni generali (bagni), mentre l'ocra depositata dall'acqua minerale, artificialmente riscaldata, trova impiego in efficaci ap- , • plicazioni locali. Corollario prezioso alla virtù delle Fonti sono i vari impianti terapeutici accessori che anche qui, come in ogni stazione termale che si rispetti, sono sorti per eme elettriche; ginnastica medica, idroterapia, ecc. Ma il miglior sussidio della cura idrica si riscontra nella
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