Mostra delle opere pubbliche. Esposizione Internazionale di Torino 1911

- 13-1 - Canale della Giudecca ed al Canale di S. Marco, mentre l'ingresso dal mare attraverso il Canale-porto di Malamocco era ancora in cor o di miglioramento colla costruzione di due grandiose dighe allo scopo di creare un passaggio navigabile diretto e profondo. La consegL1ente azione escavatrice delle correnti di flusso e rilfos o creò nel porto-canale co ì formato, profondità naturali più che sufficienti per la grande navigazione; cosicchè l'accesso di Venezia dal mare si trovò stabilito nel modo più soddi facente per le maggiori navi. Pel migli ramento degli approdi veniva poi intrapresa verso il 1870 la co truzione di un nuovo bacino comrnerciale, detto Stazione Marittima, destinato principalmente al traffico ferroviario con uno sviluppo di calate di circa un chilometro. Intanto, poichè il Canal-porto di Malamocco dista da Venezia circa 1 5 chiiometri che le naYi dovevano percorrere lungo canali lagunari, fu intrapresa nel 188 1 l'opera grandio ·a del miglioramento del porto di Lido che per la vicinanza alla città ed ·ai bacini portuali meglio prestavasi per l'accesso dal mare alla stazione marittima. 11 successo di questa impresa, che è fra le piL1 importanti compiute in Italia, fu eccellente ed attualmente molte navi entrano ed e cono , dal porto di Lido nella rotta per e da Venezia. I oli lavori di sistemazione dei canal-porti di Malarnocco e di Lido e di costruzione della Stazione Marittima, , importarono una pesa di circa 30 milioni di lire. ll traffico empre ere cente dello scalo marittimo di Venezia ha fino da un decennio resa impellente la necessità dell'ampliamento degli approdi di cui lo sviluppo di circa 3roo m. non è evidentemente proporzionato al traffico di 2 .700.000 tonn. raggiunto attualmente dallo scalo. Sull'argomento furono fatti studi diligenti, attesochè necessitando pei nuovi approdi va ti terra- - 135 - pieni per depositi, l'occupazione di aree di laguna viva poteva turbare il regime lagunare sminuendo la efficacia effossoria delle correnti nei canali del porto. Considerazioni di tal genere fecero concludere che l'ampliamento degli approdi avrebbe dovLllo aver luogo piuttosto in terraferma, presso Mestre, aprendo i nuovi bacini nelle barene estreme della laguna morta. Intanto per provvedere alle più urgenti esigenze fu ammessa una parziale estensione delle occllpazioni in laguna viva per la co·truzione di nuove calate a ponente della stazione marittima, maggiore occupazione alla qllale si farà corrispondere un equivalente ampliamento di area di acqua con scavi in barena. Prescindendo dalla creazione del nuovo porto ai Bottenighi presso Mestre, si calcola che per nuove opere di completamento e miglioramento degli impianti portuali di Venezia occorra ancora una pe a di :2 5 milioni. Particolari eme dovranno ancora essere rivolte al canal-porto di Lido, per sus idiare l'azione naturale delle correnti di marca con escavazioni a mezzo di potenti dragbe, e per cercare di abba - are la barra allargando il canale di libera navigazione nella bocca. ln relazione al buon risultato delle dighe foranee dei porti di ..Vlalamocco e di Lido si sono proposte analoghe opere al porto di Chioggia, che co ·tituisce la foce meridionale della laguna di Venezia, per un importo di circa 6 .000.000 di lire. Ufficio Idrografico. Col 1° gennaio 1908 venne istituito, sotto la direzione del Prof. Giovanni Nfagrini in Venezia presso il Magi trato alle Acque un Ufficio Idrografico per provvedere alla raccolta ordinata e metodica delJe o servazioni idrologiche d'ogni genere, in relazione a 9'

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