L' Esposizione di Torino: Giornale ufficiale illustrato dell'esposizione internazionale delle industrie e del lavoro 1911

L'ESPOSIZIONE DI TORINO SAI,A DEI, TRONO 11 Inonumento equcstre chiamato volgarmente il tt Cavallo di marmo )) a dedicato a Vittorio Amedeo I, ed ebbe vicende strane ed uiia storia bjzzarra. Rappreseiita un princ`ipe, di bronzo, a cavallo d'un gran destriero di marmo bianco, sotto il quale stanno prostemate due p€.rsoiiLe di mat-mo di vario c`olore. i un lavol.o convenzionale e rigido, del quale i cosi detti (t Schiavi >> i-cii_11_ero per6 sempre ritenuti la parte migliorc, tanto cbe il Bartoli li attribuia Michelangelo, mentre altri li eredette del Giambologna. Fu Carlo Emanuele I ad ordinare il monumento per onorare la memoria del padre Emanuele Filiberto, e venlie eseguito circa il 162o cl.al Rivalta, per rimaner poi dimenticato ; finche pel matrimonio di Carlo Emanuele 11 il gruppo fu riesumato, e collocato nel suo nicchione sulla scala d'onore, dopo avergli per6 cambiato la testa di bronzo per trasformarlo in Vittorio Amedeo I. Cosi il troppo celebre monuSALA DA PRANZO ± fa k5 a negli appartamenti di rappresentanza del piano mobile che s'adunano i pit`! vivaci ricordi, 1e maggiori finezze dell'arte. Sale vaste.,tome piazze, dpve si a agitata una vita terribilmenta Fo{. ALlincI,T.i. 11, GIARDINO REAI,E E mento fu per due secoli 1'unica meraviglia statuaria che i torinesi ed i forestieri potessero ammirare nella nostra citta. Anche Vittorio Emanuele 11 voile - nei restauri del palazzo - che rimanesse a posto, per delizia dei suoi sudditi. I contadini e i borghesi di tutti 91i Stati Sardi non mancavano mai di fare una visita al tt Cavallo di marmo >t che a passato in proverbio nella tradizione piemontese. SAI,A CINESE Clich6 « A_1[gLi8tain. I+A MOI+E ANTONEI,I+IANA ansiosa e febbrile, dove si a svolto quello che era il sogno della patria ; angoli deliziosi, che hanno udito colloquii d'alta politica ; farghe strombature di finestre, che videro le concitate udienze mattutine di carla Alberto e del Gran Re..„. Le stanze che non soffrirono deturpazioni, o che vennero sapientemente restaurate, sono veri saggi dello stile I,uigi XIV, dove la decorazione delicatissima e di buon gusto tempera stupendamente la superba immensita dei Vanl. Dalla vasta sala degli Svizzeri a mirabile la, prospettiva lunghissima dell'appartamento di parata. Soffitti ricchissimi, ornamentazioni, arazzi, specchiere, cornici, porte, mobili, tutto concorre e si fonde in una rara armonia a ingentilire questi preziosi interni ai quali hanno lavorato artisti come il Dauphin, il Morazzone, il Miele, il Caravoglia, il Bonzanigo. I,asciando a chi visita il palazzo il piacere di ammirare la singolarita delle cose, ed al|e Guide il dovere di enumerarle, accenner6 in modo Darticolare soltanto alla t( Galleria del Daniele t>, cosi detta dal no-me del pittore Daniele -76GABINETTO DI RICEVIMENTO

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