-0di Belle Arti di Ro,,na, e sono pertanto escluse dall'Esposizione di Torino. Le trattative all'uopo condotte riuscirono a bene, tanto che, pur conservando la loro individualità di esponenti autonomi e indipendenti, figurano nella Galleria delle opere pubbliche d'Italia, o i tre al Jvl.inistero dei Lavori Pubblici, quello delle Finanze pei Canali Cavour ed altre aziende demaniali, il Consorzio autonomo del porto di Genova, il lllagùtrato alle Acque e i Consorzi idraulici del Veneto, i Co11sorzi di bonificazione dell'Agro mantovano-reggiano, di Burana, della Grande bonifica Fèrrarese, del 2° Circondario di Ferrara, e alcune ditte fornitrici di apparecchi e meccanismi per opere idrauliche, di bonifiche e di fari. Dopo le opportune intelligewe colla benemerita Commissione esecutiva dell'Esposizio11e di Torino, si stabilì che la .Jlostra delle opere pubbliche dovesse sorgere 11e.1 - l'ala meridionale del grande padiglione situato sulla riva sinistra del Po, fronteggiante l'accesso al ponte del Pilonetto. Lo spazio occupato da questa Jl!Iostra, che ha le sue libere entrate verso il Po, occupa in pianta una superficie di metri quadrati 1760, divisa in Xl riparti ove sono esposti gli oggetti che vengono indicati nel Catalogo che 111i onoro di presentare a V. E., sperando voglia con grande benevolenza gradirlo. Una parte di questi oggetti figurarono giét all'Esposizione interna,,,ionale di Bruxelles del decorso anno, ove furono assai apprezzati e ottennero grandi premi, diplomi d'onore e 1rnedaglie. In occasione però dell' Esposizione di Torino venne naturalmente data mag0 iore estensione alla .11ostra, aggiungendo disegni, fC'- tografie, modelli, relazioni. Orm,ai il Jlinistero dei Lavori Pubblici h,a lunghe ed onorevoli tradizt'oni nella riuscita delle sue mostre
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