Mostra delle opere pubbliche. Esposizione Internazionale di Torino 1911

(chilom. 38,9) e per mezzo di una cbiaYica em1.- :ana ; 2." La parte alta mantovana, che ha lo scolo nel Po alle chiaviche Pilastresi nei casi ordinari, ed alla Botte ·otto Panaro nei periodi più critici di deflusso nel fiume Po chilom. 55,4) ; 3." La parte più depressa dei terreni buranesi è erYita da un colatore principale, che, partendo dalle chiaYiche MantoYane, mette capo alla Botte sotto Panaro, e da una rete di canali maestri destinati a raccogliere le acque tutte in quel colatore (chilom. 118,9). A portare poi le acque di tutto il comprensorio di Burana al mare driatico, dall'uscire della Botte sotto Panaro a Bondeno, serYe il gran canale emi - sario, lungo chilom. 5, il quale a Ferrara si immette nel Naviglio Volano, restando con ciò abbinata la bonificazione di Burana col miglioramento della nav1gaz1one che si e ercita lungo il citato naviglio. Infatti, con tale 1mm1 ·s10ne e con le succes ive opere eseguite, si 0110 conservati e Yantaggiati gli scali di navigazione che esi ternno lungo le mura di Ferrara, 0\'e si è sempre concentrato il commercio dei prodotti provenienti dal Naùglio di Volano, e i è resa possibile, su proposta dell' ing. Maganzini, la costruzione di una darsena che venne opportunamente allacciata con le tazioni di Ferrara, primo e empio in Italia di Lm completo collegamento della navigazione interna con la ferroùa. Fu pure su proposta del ~ aganzini che si trasformò una luce delle chiaviche Pila tresi in chiavica di deriYazione dal Po per alimentare d'estate il Naviglio Volano, e rinfrescarne le acque, usate anche per usi agricoli, in ispecie per i maceratoi di canapa. I vari canali 0110 tutti ordinati fra loro con opportune chiaviche, le quali permettono di sostenere, .. ' . - 185 - immettere, levare ed in generale far fluire le acque di derivazione e di scolo là dove il bisogno lo richiede. Complessivamente sono chilometri 245 di canali aperti o ampliati, con un movimento di terra di dodici mili ni di metri cubi. l manufatti costruiti ommano a 23 1 ; fra essi ne vanno annoverati di importanti e dispendiosi, quali ad e empio, oltre alla Botte sotto Panaro e alla Darsena di Ferrara, l'edificio di presa d'acqua dal Po alle Pilastresi, la chiu a di Valpagliaro, la chiusa ed il sostegno di Tieni. Per l'esecuzione di tanta mole di lavoro resesi necessario oltre l'impiego di migliaia di braccianti e, nel periodo di molti anni, anche l'impiego di draghe escavatrici tanto a secco che natanti. I la\·ori vennero in parte eseguiti dallo Stato a mezzo del Genio Civile (ufficio speciale di Burana) e in parte dal Con orzio interproYinciale di Burana < 1>. Costò 2 2 milioni di lire, dei q~ali ro spe i dallo Stato. Sul bilancio economico della Iazione, l'opera benefica pe a per sole L. 2.70 all'ettaro, ed ai Con orziat1 costa mediamente annue L. 3.tio ali' ettaro e per la durata di 30 ruu1i. La plusvalenza dei terreni Buranesi, vale a dire l'aumento di valore delle terre per l'avvenuta bonificazione, corri ponde, per i lavori principalmente ad es a intere sati, ad un capitale di oltre 70 milioni di lire. Applicando poi ai terreni ste si i criteri attuali per la imposta fondiaria, la bonificazione di Burana ha procurato al pubblico Erario un utile netto annuo di L. 250 mila. ( ,) L'ufficio speciale fu sempre diretto d::iU' Ing. capo Italo Maga11zi11i, e il Consorzio fu pre ieduto prima dal senatore .d11!011io Mangi/i, ed ora dal conte An-. Cornrn. Cesare Gioppi. Alla loro opera infaticabile cd nll'lng. (' 11 rc/1 i11i. direttore recnico consorziale, coadiuvato dal egrernrio Capo ('m,a l1i11 i. si de,·~ il compimento felice dei lavori.

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