Inaugurazione dell'Esposizione Internazionale dell'Industria e del Lavoro. Discorso dell'Onorevole Francesco Nitti

r MINISTERO DI AGRICOLTURA INDUS'fRIA ECO!UIERCIO = INAUGURAZIONE DELL' ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELL'INDUSTRIA E DEL LAVORO IN TORINO = = = = DISCORSO P_RONUNZIATO DA S. E. L' ON. FRANCESCO NITTI MINISTRO DI AGRICOLTURA INDUSTRIA E COMMERCIO = ROMA, 191 1 @, @ @ @ Tipografia Nazionale ® di G, Bertero & C, ® ® ..

MINISTERO DI AORICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO DISCORSO PRONUNZIATO DA S. E. l' on. FRANCESCO NITTI MINISTRO DI AGRICOLTURA, I NDUSTRIA E COMMERCIO IN OCCASIONE DELLA INAUGURAZIONE DELLA ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DELL' INDUSTRU E DEL UVORO IN TORINO IL GIORNO 29 APRILE 191 I ROMA TIPOGRAFL~ NAZIONALE DI G. BERTERO E C. "\l i o UmbriH, 2 7 l 9 II

Sire, Augusta Signora , Altezze Reali , La nobile città di Torino, con la sua perseveranza, ha compiuto un'opera dalla quale gl'Italiani devono trarre ragione di legittimo orgoglio . Questa esposizione, cui tutta Italia ha "contribuito e a cui è stata tanto preziosa la cooperazione di paesi di ogni parte del mondo, è veramente una mirabile impresa. E quest'opera di pace e di lavoro è l'indice più sicuro della situazione dell'Italia nel mondo, dei progressi compiuti in tutti i rami di attività. Non dobbiamo che percorrere questa città nuo,a, sorta come d'incanto, per constatare il cammino percorso in tutti i rami dell'attività nazionale. Quando, cinquant'anni or sono, convenivano quì, nell'ora del pericolo, pieni di sicura speranza e di pensosa fede, i primi rappresentanti della nazione italica e preparavano nuove lotte e nuovi cimenti e, a traverso difficoltà economiche e finanziarie tentavano la grande opera di rinnovazione, osavano cosa superiore ai mezzi cii cui disponevano. La fede è per gli uomini la sola grande energia di rinnovazione. ti: a forza di sperare, ha detto il vecchio Eraclito, che si trova l'insperato. ti: la fede di piccola schiera di uomini c):,e ba fatto la nuova Italia.

E così da quest'opera di amore e di fede è venuta fuori l'Italia nuova, nel prestigio di uno sviluppo crescente, nella sal - dezza delle sue istituzioni democratiche, nella fusione degli ele• menti ancor ieri discordi. Non ancora gl 'ideali dei nostri padri si sono in tutto realizzati; ma come diverso il presente dal non lontano passato ! In cinquanta anni l'Italia nostra, vincendo difficoltà di na• tura e ostacoli di concorrenza, sul suo breve territorio già assai denso di uomini, ha visto sorgere una nuova vita industriale, ha visto fiorire una nuova civiltà. Fatti quasi stupefacenti della storia, che mai non vide sul suolo dove due grandi civiltà vissero e si spensero sorgerne una terza; fatt i non meno meravigliosi della vita della ricche7,za, per cui nessuno dei grandi paesi ai quàli la natura negò i due diamanti neri della ·produ~ione, il carbo:ie ed il ferro, vide nel secolo decimonono sorgere e prosperare l'industria. Dovnnque, sulle rovine di una vecchia civiltà non abbiamo mai visto sorgere un a grande civiltà nuova; e dove l' opera di decadenza fu compiuta dal tempo, mai alcuna opera fondamentale di rinnovazione apparve possibile. Le vecchie civilt-à commerciali e guerriere, dove l'arte c la scienza fior irono, si sono spente; alcune civiltà che dominaronv l'Europa al prin• cipio. dell'evo moderno si sono quasi isterilite; il fiore di una nuova vita non si è mai dischiuso sulle macerie di un mondo caduto. Soltanto su questo suolo d'Italia, una nuova civiltà, una terza civiltà si è formata. La nostra terra ba quasi in sè una misteriosa forza di grandezza e di vita. Pur guardando senza illusioni la real tà, pur constatando ciò che a noi tuttavia manc3, quando vediamo il cammino percorso, siamo ·quasi sorpresi dell'opera compiuta.

:j Tutti gl'indici dell'attività economica segnano un progresso continuo. L'indomani dell'unità costituiva grave preocc11pazione un piccolo sbilancio commerciale; oggi che i valori del commercio internazionale sono più che quadruplicati, uno sbilancio di oltre milleduecento milioni si salcl~ assai agevolmente. Anche industrie le quali trovavano difficoltà di sviluppo si sono formate e progrediscono e alcune si sono nobilmente affermate sul mercato mondiale. Poche industrie appena potettero comparire alla prima festa del lavoro italiano a Firenze, nel 1861; e come par dimessa la veste di allora di fronte allo imponente edificio industriale che quì l'Italia ha eretto per cimentarsi nel confronto coi progressi delle altre nazioni! L'industria cotoniera nel 1862 non lavorava nelle filature italiane più di_centocinqc;antami la quintali, mentre ora già nè · raccoglie due milioni ; anche l'industria della seta, che è t radizione italiana, ha fat to passi da gigante Nel l.860 la produzione di seta greggia superava appena il milione di chilogrammi; _ora siamo intorno a i sei milioni. A questi e ad altri indici si - curi di progresso industriale e commerciale fa complemento or - goglioso il progresso della produzione agricola, che ascendeva nel 1860 appena a tre miliardi, vale a dire ad un prodotto medio di 124 lire per ettaro, mentre r aggiunge ora già i sette miliardi, con un prodotto medio per ettaro più che doppio, e cioè di circa 260 lire. La produzione industriale ed agricola, non più ormai di questa o quella regione, bensì dell'Italia tutta, col suo progre - dire incessante, trova riscontro nel continuo sviluppo del traffico interno ed esterno. Ai due mila chilometri di st rade ferrate nel 1860 siamo ve-

6 nuti sostituendo i 13,000 chilometri della nostra rete principale di ferr0vie esercitate dallo Stato, integrati da ferrovie di esercizio- privato, dalle tramvie e dalle linee automobilistiche, che uniscono già fin • paesi più impervi ai piani traversati dalle· grandi linee. Ed alle vecchie golette e tartane che pavesavanoi porti d'Italia in quei giorni di grande festa per la penisola tutta, · ora si contrappongono i nostri grandi transatlantici e i nostri velieri, che con oltre un milione di tonnellaggio portano il saluto amichevole d'Italia a tutte le nazioni del mondo. Il processo di espansione industriale ed economica della vi t a italiana ha proceduto ben difeso dalle trincee di un intenso esercizio della virtù del risparmio, nelle. classi produttive della popolazione nost.ra. L'Italia è ora fra i pochi grandi Stati che ha quasi potuto rinunziare, anche per spese straordinarie, al debito; così la. ·floridezza della finanza tro va riscontro nella crescente fiducia e nelle condizioni sempre migl iori del credito. Le ordinarie casse di risparmio che nel 186'2 raccoglievano appena 187 milioni, alla fine dell 'esercizio finanziario custodivano circa d ,,e miliardi e mezzo; e il popolo alimentava inol tre largamente le casse postali, e le metteva, con due milirdi circa di risparmi accumulati, in condizione di far fronte agli ingenti prestiti agli enti locali e di provvedere a non poche esigenze della vita ci vile. E già gli effetti del sostanziale mutamento nelle condizioni della nostra vita si scorgono nel movimento intrinseco della popolazione, da cui tende a sparire la mortalità economica per • lasciare sopravvi,ere solo la mortalità che è dovuta al lento deperire dell'organis._mo umano nell' affermazione della vita. La mortalità della popolazione italian a da.J 31 per mille abitanti, nei primi anni del Regno, è discesa ora poco più del 20 per-

7 mille, contrastando alle insidie delle malattie infettive, dE>lla malaria, della pellagra, della mortalità infantile, diecine di migliaia di vite umane in ciascun anno, concorrendo così ad ac- -0rescere la nostra popolazione ad aumentare il rapporto di essa alla terra, mentre già si utilizzano meglio le energie naturali <lei paese e si trasforma l'economia italiana. Noi siamo assai più numerosi nel mondo . Ai centomila Italiani che erano all'estero cinquanta anni or sono si contrap · pongono ora 5 milioni di Italiani, che hanno portata dovunque la loro attività di lavoro. L'antico istinto migratore si è ridestato e il grande numero delle nascite, prova di resis tenza del!a razza, vi ha contribuito più di ogni altra cosa. Dalle valli profonde, dalle montagne, dove vivevano segregat i, milioni di uomini sono usciti ad affrontare la vita, a cer • -care lavoro per il mondo. E mentre il popolo si espande, nelle università, n~gli istituti di cultura, una scb i era di uomini in - signi attende a opere di civiltà e ogni giorno nelle opere di scienza e di arte noi realizziamo nuove conquiste . Schiaparelli, Galileo Ferraris, Cannizzaro sono stati fari luminosi , e se la modestia mi consentisse parlare dei viventi, noi avremmo ra - _gione di essere lieti dell'opera nostra. Una conoscenza poco esatta del nostro territorio e delle ri - sorse che sono in esso ha fatto credere in passato che l'Italia manchi di atti vità e che il popolo non sappia utilizzare ciò che la natura ha dato. Invece, anche ora, se il territorio è breve e montuoso, e cat tiva distribuzione di acque e malaria e diffi- -0oltà naturali, limitano la produzione, lo sforzo perseverante ha compiuto opere di notevole trasformazione. E, se pure il progresso che abbiamo realizzn,to non fu senza dolore, ci è 1 tanto ;più grato quanto p iù grandi furono le difficoltà. Noi siamo solo all'alba della nostra profonda rinnovazione:

8 ma, poichè il crudo inverno è finito, e l'albero ha già i fiori in sulla cima, il cammino è assai più facile e men duro. I nostri sfor,i devono convergere ora verso l'aumento della produzione, che renderà possibi le una migliore distribuzionedella ricchezza. Le nostre pendici montane attendono il bosco; le nostre acque cadenti attendono di essere utilizzate. Una grande politica di acque ~ di boschi ; una politica d iretta a combattere la malaria nei suoi ricettacoli di morte; •ma poli- ' t ica diretta a far scomparii-e l'analfabetismo, ch'è come la ma- , !aria dello spirito; saranno il còmpito dei nostri sforzi, l'opera della nostra gen"razione. Còmpito tanto più dolce in quanto diret,to sopratutto alla rinnovazione economica di quella terra meridionale d' Italia, così fertile di uomini, così provata dalla sventura, così espansiva nel mondo . L"' sor te ha consentito a un uomo del Mezzo• giorno parlare in questa festa del lavoro nazionale : vada ora alla lontana terra solatia, messa fra tanto cielo e tanto mare, alla terra in cui nacque per la prima volta il sacrn nome di Itali a,. non l'augurio soltanto, ma la nostra sincera fede nei suoi destini. Gli Italiani si sono sparsi per il mondo; hanno portato dovunque la loro attività . Anche in questa grande mostra è la traccia delle lo ro opere . Contadini senza risorse hanno tentato le più aspre, le più nobili lotte; umili anime hanno partecipato da lontano alla nostra rinnovazione. Non dimentichiamo in questo momento gli umili eroi ignoti e dovunque essi si trovino, nelle officine o nelle miniere dell' America del Nord, nelle pianure infinit e dell 'America meridi onale, in 0gn1 parte del mondo dove essi sono, giunga anche ad essi il nostro sentimento di simpatia e di amore e dica quanto la patria sia grata ai figli che col lavoro, nella cerchia dei suoi confini e in terra straniera,. ne hanno r in~aldata la fortuna.

La gloria delle nostre istituzioni democratiche è oggi più che mai nella sicurezza profonda ch'è penetrata nel popolo che niun progresso, niuna trasforma,ione civile, niuna opera di rinnova- .zi_one t rova ostacolo in questi liberi istituti , che si svolgono all'ombra protettrice di una fra ,le più antiche e più nobili monarchie di Europa. Questa festa della scienza e del lavoro è anche un'opera di pace. Noi sentiamo di camminare verso una democrazia industriale, in cui la scienza e il lavoro dovranno avere una par_te sempre più grande. B·enchè le lotte fra gli uomini siano sempre dure e tutte le forme di concorrenza sempre · vive e le lotte commerciali e le lotte politiche e le lotte del _lavoro siano sempre aspre, l'opera di pace e di solidarietà che noi dobbiamo compiere ci appare sempre meno difficile. Una più grande bontà su un minor numero di miserie, un più umano senso di solidarietà morale; questa è la meta forse non lontana della nuova democrazia in- ·dustriale, che sorge e prospera vigorosa intorno a noi . Le conquiste della scienza è del lavoro, che oggi festeggiamo , sono le sole che non lasciano dietro il pianto. Napoleone I, reduce dalla campagna d'Italia, ringraziando il 26 dicembre 1797 l' Institut de France, per la sua nomina a membro della classe di scienze , diceva: << le vere conquiste, le sole che non dànno alcun rimpianto, sono quelle che facciamo ·sull'ignoranza >>. Queste magnifiche parole del grande conquistatore sono come la traduzione letterale di quelle fatte incidere in una roccia 255 anni avanti Cristo, da un a ltro grande guerriero dominatore di uomini , l'imperatore indiano Asoko, nel suo XIII editto: << Questa conquista però vale come la migliore, la conquista

10 della· dottrina, perchè solo tale conquista dà il sapore della. gioia, . In Roma nostra. intangibile abbia.mo assistito a.Ila festa dell' Arte, di quell'Arte, per cui il dulorn umano si disacerba; oggi inauguriamo questa grande mostra. della scienzn e del lavoro. Rallegrandoci con la nobil e città di Torino dell' opera che essa ha compiuto, noi dobbiamo un vivo ringraziamento agli stranieri così cordialmente convenu ti da ogni parte e siamo lieti di compiere verso di essi il dolce dovere dell 'ospitalità. Sire, Nella città dei Vostri avi, dove il rude cimento della guer ra. provò le animP, e dove mezzo secolo fa si compirono i destini d'Italia, nella _città dove tutto ricorda la Vostra stirpe guerriera, deve essere ragione per Voi di legittima gioia assistere a questa festa della pace. Se le più nobili virtù di un popolo vengono dalla disciplina , che è la scala che mena alle più grandi opere, è da questa terra, dove il senso della disciplina è tradizionale , che potranno partire nobili esempi di opere civili. Il sentimento che ci gu ida e ci sorregge deve essere, o Sire, come le nostre Alpi. Esse dominano maestose e sublimi ed èdai loro fianchi potenti che derivano le acque, le quali fecon - dano i piani immensi ed è dai loro ghiacci che derivano le nuove energie, il carbone . bianco, che dà la luce e la forza a migliaia di città e di officine. Il sentimento della futura gran - dezza d'Italia, di qnesta terza civiltà, che è frutto dell' entusiasmo e del lavoro, ha per base quegli ideali incrollabili , che devono essere come le Alpi , con le vette nel cielo, ma con la .J

11 base profonda e incrollabile nella terra. Così i nostri idea li, che al imentano tutte le nootre energie, che fecondano tut te le ati-i• -vi tà, se devono avere la vetta jn alto, devono avere la base nell'anima popolare immensa e solenne. Rallegriamoci oggi, di questa festa della scienza e del la • voro come di una promessa di più alti destin i . In questa fede, io dichiaro, in nome del Re, aperta la espo• :s izione.

Alcu'ni indici del movimento economico italiano durante l'ultimo cinquantennio. La popolaziol)e. 13 All'inizio clel nuovo Regno la popolazione dell'Italia, c~lcolata sulla •base del censimento del Regno con l'aggiunta della popolazione del Veneto e dello Stato Pontificio ammontava nel 1862 a 25,016,801 abitanti. Al principio del 1910 la Direzione Generale clel\a statistica, aggiungendo a.Ila popolazione ri] ~vata del censimento del 1901 il nnmero dei nati neg!i anni successivi e il numero degli individui che negli anni stessi trasferirono la loro dimora dall' estero in Italia e sottraendo il nuµiero dei morti e degli individui che fissarono la loro residenza all'estero durante lo stesso periodo, valutava. a 34,565,806 il numero degli abitanti del nostro paese. Raffrontando i due dati la popolazione italiana dall'anno seguente alla proclamazione del Regno alJa fine dello scorso anno sarebbe aumentata in ragione clel 36 % con un aumento assoluto per decennio d i circa due milioni, qual e risulta dal seguente prospetto, ch e dà. la popola½ione d'Italia riegli anni: Anno 1862 1872 1882 1901 1909 1910 (al 1° gennaio) Popolazione calcolata 25,016,801 26,801,154 28,459,628 32,475,253 34;417,831 34,565,806 Ooutemporaneamente allo sviluppo della popolazione si è avuto un notevole svHuppo dei nucl ei medi qi popolazione poiP-hè come si ri~

leva dal seguente prospetto è cresc iuto nell'ultimo ciuqnantenuio il numero dei comuni che superano i 20.000 abitanti. Popolazione }[eno di 500 abitanti . da 500 a 1000 a.bit . . . 1000 a 2000 . . 2000 a 3000 . . 3000 a 4:000 . 4000 a 5000 50CO a 10,000 , d a. 10, 000 a 20 ,000 ab. . 20,000 a 50,0CO . 50,000 a 100,000 , oltr e a 100,000 intorno al 1850 1,142 1,862 2,473 1,303 718 341 619 221 61 10 8, 758 Numero del comuni nel 1861 nel 1871 nel 188 l I nel 1901 1,112 799 693 575 1,707 1,442 1,345 1,198 2,491 2,348 2,270 2,C79 1,369 1,399 1,415 l , ..J.42 748 858 865 974 380 439 481 5i7 667 733 . 795 940 227 260 274 3;17 67 81 96 11 2 11 " H ~4 10 10 11 8, 789 8, 382 8,259 8,290 L 'incremento della popolazione d'Itali,, non dipese soltanto dalla natalità, che pur declinando ]eé(germente dal 1872 al 1905 dal coeffi - ciente di 36.5 per mille abitanti al coefficiente di 32 ,5 per mille abitanti, si conservò nondimeno elevata; ma benanclle da.Un, diminuita morta.litù, la cui intensità discese da 30.8 per mill e abitanti nel 1872 a 21.5 per mille abitanti nel 1909, dimostrando quale grand e cammino abbia percorso l'Italia durante gli ultimi trent'anni nel campo del l'igiene. Il seguente prospetto indica i coefficienti di natalità e d i mortn.1i tà e l'eccedenza dei nati sui mol'ti nei s ingoli anni di osse1Tazione : 1872 . 1882 . 1892 . 1902 . 1905 . 1909 . ANNI Coefficiente di nat-alità Nati su 1000 ab. 38.0 37 . l 36.2 38.'l 32.5 32.4 Coefficiente di natalità Nati-morti su 1000 ab. 1.1 1.2 1.5 1.5 1.5 1.5 Coefficiente di mortalità Esclusi i nati-morti per 1000 ab. 30.8 27 . 6 26.2 22,2 21.9 21.5 Eccedenza dei nati sui morti per lCOO ab. 7.2 9.5 10. 0 11.2 10.6 11. 0

ElIIGRAZ10NE. •.\..ll'aumeuto della popolazione ecl ai suoi crescenti bisogni non corrispose sopra tutto nei primi quaranta anni la prodmdone nazionale d i modo che una massa sempre più grande di persone fu costretta acl espatriare. L'emigrazione, che agli esordii del Regno era ristretta alle sole provincie di frontiera. e di natura pressochè interamente temporanea, sali nel 1876 alla cifra di 100,000 persone e nel 1887 assunse in prevalenza carattere permanente. I dati statistici riguardanti la emigraz ione italiana clal 1876 al 1910 sono riportati dalla seguente tabell a:

16 Movimento generale dell'emigrazione italiana. Per l'Europa Per i -paesi e il bacino AN N l del Totali transoceanici Mediterraneo 1876 , 88,923 19,848 108, 771 1877 77,828 21,385 99. 213 1878 75,065 21,203 96,268 1879 82,545 37, 286 119, 831 1880 86,643 33 , 258 119,901 1881 94,768 41,064 135,882 1882 101,736 59, 926 161,562 1883 104, 818 64, 283 169,101 1884 90,698 66, 319 147,017 1885 \ 83,712 73,481 157, 193 1886 84,952 82,877 167, 829 1887 85,363 130,302 215 ,665 1888 86, 036 20-! , 700 290, 736 1889 94, 823 123,589 218,412 1890 102,295 114,949 217,244 1891 106, 056 187,676 293,631 1892 109,421 IU, 246 223,667 1893 107,769 138,982 246,751 1894 113,425 111, 898 225,323 1896 108,663 184,518 ; 293, 181 1896 113, 235 194, 247 307, 482 1897 127, 777 172, 078 - 299,855 1898 147, 803 136,912 283, 715 1899 167,572 140,767 308, 339 lQOO 188,279 166,503 352,782 1901 253,(')71 279,674: 533,245 1902 246,855 284,664 531,509 1903 225, 541 282,435 507,976 1904 218,825 252,366 471,191 1005 279,248 447,083 726,381 1906 276,042 511,935 787,977 1907 288,774 415,901 704, 675 1!;108 248,101 238, 573 486,674 1009 228,355 399,282 6-25, 637 1910 248,696 402,779 651, 476

17 Nei dati precedenti si dis t inguono quattro periodi: nel primo periodo compreso tra. gli anni 1876 e 1881, l'emigrn-~ione totale oscilla da un minimo di 90,000 persone ad un massimo di 160,000 perso'ne ; l'emigrazione diretta a paesi d'Europa o del bacino del Mediterritneo rimane stazionaria , mentre l'emigrazione dit·etta a paesi transoceanici raggiunge, con rapido incr emento, la cifra dell 'emigrazione europea e mediterranea. Il secondo periodo che va dall 'anno 1886 all' iinno 1894 è contrassegnato da una leggera prevalenza della corrente diretta a paesi d'E uL' Op<i e del bacino Mediterraneo: nel complesso l' e til igrn,zione oscilla. intorno ad una media annuale di 250,000 persone. Nel tenm periodo s i afferma definitivamente la prepondera.nza.dell'emigrazione trans~ oceanica. e l'emigrazione tota.le sale a 352,000 persone. U n impulso straordinario presenta l'emigrazione nell'ultimo periodo, raggiungendo, le persone che si trasferirono a ll'estero, nel 1906 il numero .di 787,977: questo iucremento è dato in massimo grado dal no tevolissimo au, mento di emigrazione tra~socea.nie:a, raddoppiatasi nella seconda metà del periodo che comprende gli anni 1905, 1906, 1907, 1908, 1909 e 19LO ; si nota pure nell'ultimo periodo un aumento costante dell'ami• graz ione nei paesi europei e mediterranei. Uonsiderando ora separa,tamente l'andamento dell 'emigrazione per l'Europa e per il Mediterraneo da quello della emigntzione transocea• nica si rileva come il primo siit molto più regolare e meno pertur• bato del secon_do. Se l'emigrazione d1:i un lato cagiona al paese una immediata perdita economica, che è valutata da a lcuni economisti, secondo il metodo dell'Engel, in ragione del capitale impiegato nel mantenimento e nel , l'allevamento degli emigrati dal giorno della nascita al tJ mpo dello espat rio, accresciuto degli interessi del ca.pitale stesso e costituisce un possibile pericolo demografico frenando e minaccia.ndo l'incremento della popolazione come si può vedere dal seguente prospetto : ANNI 1876. 1886. 1S96 . • 1909• • 2 ., ~ d ·- "" =· i~ u~ "'= . ~ 2S1,·so1 246,357 387,376 876,763 ~ i::16 s=a ~ ;; g O ® i.s =~ ~2 :ggep .!:!!>~ ~12 8- "'~ o """ i:i ii. -~ u~ S "' 19,848 267. 453 82,877 163,630 194,247 143,029 899,282 22,619 ~~i s·• e~§ s •gj o ir=~ $2 •u• ~N.~~ ~~~~ gs e. a.e ~~ 'O~.!!] ~t:§ .s ~~;a ,o "'= I J1ii !~!; .., ~'Q'Qç:I, 10.4 0.72 9 .28 8.S 2.82 6.48 10.7 6.17 8 .68 10.0 11.6 0 .6

18 dall'altro canto accresce la ricchezza nazionale e agisce in senso fa vorevole ai eambi dell 'Italia con l 'este ro media-nte l'ill',·io che gli emi • gt'anti fann o all e loro famiglie di gran parte dei loro g nadagni. L e rimesse annue fat te dagli emigrat i per mezzo del B a.neo di N apoli dal 1902 al 1906 ammontarono a 131 milioni, n el 190ì e nel 1908 a 38 milioni e mezzo di lire ita liane, n el 1909 ad oltre 40 milioni. Una statistica americana. calcolu, in 253 rnilioni e mezzo di li re italiane le somme spedite# in Italia d1\i nost.ri emigrat.i negli Stati Uniti dell'Ameri ca del Nord dal 1900 iil 1901. D a qnesti dati in - completi 3i p uò indurre quale sia. la entifa dei r ispar mi invia ti in patda dagli emigranti , 500 milioni all ' anno. (Relazione comm. R ossi, p . 396). D ato il fatto che 1a vit a italiana si svolge per mol ta parte fuor i dei confini d 'Itali a, è cosa certa.mente util e il conosce re 1 s in. pure in via di larga approssima zione rammodtare dell.t popolazione ita liana ne i vari paesi del mondo. I dati raccolti nel prospetto che segue sono rican tti o dai p ill re• centi censimenti degli Stati esteri o, in mancanza di essi, d alle esti• mazioni d elle Autorità diplomatiche e consolari italiane r esid ent i al • l' estero. Europa. Asia . . Africa . Ameri ca settentri onale America centrale . . America meridi onale Oceania .. 836,000 4,500 192,000 1,ì 91,000 4,500 2,639,000 7,000 Il maggior numer o degli lta.liani r es identi in E uropa s i trovano n ella }, rancia che n e ha 4-00,000, nella Svizr.era ch e ne ha 135,900, nella Germania che n e h a 110,000 e nell' A.ust.ria-Ungheria che ne ha 90,000. La Turchia Asiat ica è lo Stato dell'Asia che ha il maggior nu• mero di Italiani , che ammontano a 1896. N ell'Africa la Tunisia con 100,000, l'Algeri., con 45,3ì 4 e l'Egitto con 34,926, sono gli Stati che hanno il maggior nume1·0 di Itali ani. Gli S ta ti Uni t i con 1,779,059 Italiani hanno 1~ quasi totali tà degli Italiani r esiden ti nell'America. set tentrionale. La R epubblica di Costarica con 2000 lrn quasi la metà. degli Italiani r esident i ueff Ameri ca cent ra.le. Gli Italiani r esidenti nell'Ameri ca meridional e si trova.no qua si totalmente nel B rasile \1,500,000) e nell a Repuè blica Argenti na (1 ,000,000).

19 PROFESSTO:Sl. R iguardo a.lle professioni gli unici dati attendibili sono quelli of• ferti dai censimenti del 1881 e del 1901. Quantunque un raffronto di q uesti dati non possa fornire esatta• mente le variazioni che si verificarono ne1la distribuzione numerica della popolazione nelle varie occupazioni , per il diverso criterio con cui si condussero le due ril evazioni statistiche, tuttavia si trascrivono qui, accanto ai da ti riassunt,ivi del censimento del 1881, i corrispon• denti dati del censimento successi ,·o: Clrtss1jì·cazione della, popolazione da 9 anni compinti in su , per classi di professioni. Cenalmento Classi di pr ofeasioni 1° g l' n naio 1982 lOft!bbralo 1901 I. A.gt·icol tura., silvicoltura, alleva - me n to del bestiame I I. Pesca e caccia. . . . . . III. Industrie est ratti ve . . . IV. Industrie minera.lnrgiche, metal - I nl'giche e meccaniche. . . . . V . Lavo razione dalle pietre, argille e sabbie ....... . VI. Industi·ia, edilizia . . . . . . . . VlI. Fabbricazione cli prodo tti chimici VIII. Lavorazione del legno e della pa• glia e arredamento di abitazioni . ... . . .... . . . IX. tt) industria della carta . b) industrie tipogra,fiche e poligrafich e . .... . X . Industrie teissili . XI. Lavorazione delle pelli e di altri prodotti animali. . . XII. Industrie attinenti al ve~tiario e all 'acconciatura della persona • XIII . Costruzione di v ~ico1i . . . . . . X IV. Industl'ie cli precisione e cli lusso XV. Industrie alimentari ... XVI. Industl'ie non specificate . . . . 8,,'i66,.l67 9,611,003 48,241 55,464 59,719 91,659 239,375 ;J,29,151 108,741 1135,350 586,791) 564,798 14,642 23,140 381,202 ±10,935 16,593 20,257 24,741 38,717 1,351,.154 783,253 43,325 .16,914 (192,955 1,113,843 2-2,&16 .12,711 25,B28 36,901 323,553 314,500 31,599 B7,687

20 XVII. Trasporti su acqua, strade ordinarie e ferrovie. Posta, telegrafi e telefoni. .. . .... .. . XVIII. Vendita di merci e derrata all 'i.n• grosso e al minuto . . . . . . XIX. Credito e cambio, assicurazione. med iazione pubblica e privata, comm1ss1oni e rappresentnnze commerc iali . . . . . . . . . . XX. Eserciz i pubblici . . . . . . . . XXI . Persone addette al servizio domest ico . .. ......... . XXII. Persone a servizi di pia11za ed af. lini ........ . XXIII. Amministrazione pubblica (esclusi gH insegnanti) . . . XXIV. Ammini st,razioni private XXV. Jlifesa del paese XXVI. Insegnamento . .. . XXVII. Culto . .. .. . . . XXVIII. Professioni sauita.ri e . XXIX. Professioni legali .. XXX. a) L ettere•... .. b) Scieme appl icate . XXXI. a) Arti figura tive . . b) :iuusica, drammatica e spettacoli Yari . .. . . .. . XXXII. Persone che viyono specialmente di 1·eddito ... . ... . . . XXXIII. P ersone mantenute d:illa famiglia XXXIV. Persone assistite dalla c:irità pubblica e privata o viventi a carico dello Stato; prostitute. . . XXXV. Persone di professione o condiiione ignota Totale 313.183 423,791 335,242 4SJ,614 61,851 93.483 189,578 192.856 56J,815 482.080 111,0Sfl 92.775 167,362 178,241 ' 43,9!1 56,380 160,155 f20J,012 81,650 103,430 131,585 129,893 59.271 69,913 31,540 . 33,746 5,146 6.37'7 21.129 22.775 13,603 13,857 23,198 26.02(! 962,881 600,752 4,1"8,086 8,355,773 197,276 1!6,853 1,580,975 10,603 22,551,126 25,386,507 N el periodo di tempo co1·so fra. i due censimenti, vale a dìJ'e nel corso di venti anni, aumentò il numero degli individuiimpiegati nella industria agraria, nelle industrie estrattive, nelle industl'ie chimiche c1el legno, della carta, delle pelli, del vestiario, della costruzione dei veicoli di lusso, nella vendita di merc i e di derrnta all'ingrosso ed al minuto, nel credito l cambi e nelle ,1ss icurazio11i, nell'Amministrazione pnbblicn, nell 'insegnamento, e il nnmero delle persone che esercitar.o le

\ 21 professioni sanitarie e legali e raddoppiò il numero delle persone mantenute dalla famiglia. Diminuì invece il numero delle per soiie impiegate ne11'indnstria edilizia., nelle indu stri e tessili , di quelle addette al servizio domestico, a i servizi di piazza, al culto. delle persone assistite d.alla carità pubblica o privata, e si ridusse la classe delle persone che vivono specialmente rli reddito. La produzione agraria. Ne\ 1863 il Correnti ed il Maestri nel loro annuario statistico italiano calcolarono l'es tensione del s uolo italiano ad ettari 29,551,773, comprendendovi il Canton T icino, ristria, la Corsica, le isole Malta. Secondo i loro calcoli al sorger dello Stato italiano la superficie geografie~ del Regno era così ripartita tra le varie culture: Terreni arativi con o seuza viti Prati natura li ed artiCiciali . Risaie . . . Olive ti . Castagnet i . Boschi, . Pascoli Stagni , valli o paludi Terreni incolti. . . . Ettari 11,541,422 1,208,381 144,907 583,268 595,832 4,434,569 5,599,588 1,170,882 2,885,345 Secondo il nuovo catasto agrario recentemente istituito dal )fini• stero di .Agricoltura la supGdicie delle sole terre che .formano l 'attuale regno d'Italia che seco'ndo i calcoli dell'Istituto Geografico militare italiano ascende a 286,682,22 chilometri quadra.ti ò così r ipartite nei riguardi della p.rodu::,:ione agraria e forestale: - Seminativi semplicf . . . ..... . Seminativi con p iante legnose . . . . Culture di piante legnose specia lizzate Boschi, compresi i castagnet i . Prati e pascoli permanenti . . . . . Incolti produttiv1 . . . . . . . Superficie occupata dai fabbrica ti , da lle acque e strade, dall e fer rovie e tramv ie e dagli storili pe r nat ura ....... .• K mq. Ettari 7,0±6,000 6,639,000 1,508,000 4,564,000 5,580,000 1,035,000 22,966,15

· 22 Le due divisioni delle colture delle terre italiane non s1 prestano certamente ad una comparazione, è però interessante rilevare come le terre incolte sia-no da circa 3 milioni scese ad uno, e come i 1,389,000 ettari di prato calcolati dal Correnti siano saliti a circa 5 mil ioni e mezzo, mentre la proporzione delle terre destinate alla coltura dei cereali sia rimasta quasi uguale a quella del 1863, avendosi nella produzione di alcuni cereali un notevolissimo aumento. Così la produzione del frumento che il Co:Ì-renti calcolava a ettolitri 35,820,264 negli anni che vanno dal 1907 al 1909 ha dato una produzione annua media di ettolitri 58,900,000 ; la procluzione del granturco che il Correnti calcolava in ettolitri 16,900,076 ha dato negli anni 1907-1908 una produzione annua media di ettolitri 82,500,000; la produzione del riso calcolata dal Correnti in ettolitri 1,433,412, ha dato negli anni 1907 e 1908 una produzione annua media di ettolitri 9,900,000, Contemporaneamento il valore della produzione agrar ia rissato dal Correnti in lire 2,885,000,000 è sa.lito, secondo un calcolo eseguito nel 1911 dall'Ufficio cli statistica agrar ia a circa. 7 miliardi di lire. Nel primo periodo c1ella costituzione del Regno, cioè nel decennio 1861-1871, non si posseggono che poche notizie circa il commercio d'importazione ed esportazione dei prodotti agr icoli distinti nelle loro principali categorie. Solo a cominciare dal 1871 si posseg• gono notizie complete per tntti i prodotti agricoli. Le importazioni che raggiunsero nel 1871 lire 119,105,232 salirono nel 1910 a lire 499,186,220 ; le esportazioni da lire 250,095,6.38 nel 1871, discesero nel 1910, anno agrario non lieto per l'Itrt.lia, a lire 239,209,017. Un indice del notevole progresso della tecnica agraria, si ha nell'incremento costante dell'uso delle materie concimanti, la cui importazione da quintali 179,459 nel 1871, è salita nel 1910 a circa 7 mi - lioni e mezzo di quintali; cosl pure l'importazione delle ·macchine agraritt cht circa 11 mila, quintali ne1 1888 è giunta nel 1910 a supe• rare i 170 mila quintali. FRU:,JE>ITO. La produzione del frumento in Italia aumentò dal 1870 al 1910 in proporzione del 6 %- Tale aumento derivò in parte dall'estendersi della granicult.ura a nuoYi territori e in parte dal cresciuto rendi - mento medio per ettaro.

23 Ecco la superficie coltivata a. g rano nel periodo 1870- 1910 : Anni i\tlg .laia d I ettari 1870-78 4.737 1879 -83 4,434 1891 -93 4.451 1901 4,820 1H02 4.750 1903 ±,850 190-1 5,397 1905 5.315 1906 5,136 1007 5,280 1908 8.107 1909 4:737 (1) 1810 4.758 1911 \4 75J Il medio Tendimento per ettaro f u : Rendimen to medio Anni pnettaro Jn ettolitri 1870-7± 10 .75 1879,83 10. 50 1890. 10 .51 1891. 11.07 1892. 9 00 .1893. 10. 46 189-1. 9 .87 1895 . !l.03 lfJ0l. 12.03 1902. 10.11 _1903 . 13.-10 190±. 13 . 30 1909. 13. llò .1910 . 11.26 1911 . H.08 Il lieve aumento dellft. prnduzione l'isultò inadeguato a sopperi i·o ai bisogni dell'aumentata popolazione e del migliorato tenore di vita d0lla classe operaia. L 'Italia dovette perciò accrescere l'importa.zione (1) Dal 1909 in poi i dati della · superficie coltivata a grano sono ril evati col nuovo s istenrn, adottato da.IP U fficio di Stat istica Agraria.

24 di grano dall 'estero. Nel seguente pl'ospetto si pone .di fianco all' ammontare della produzione nazionale il totale dell 'importazione di grano dall'estero e, ottenuta dalla somma di queste quantità, diminuita del• l'esportar. ione, la quantità consumaia, si è cakolato il rapporto tra In produzione ed il consumo nazionale. -~NNI Produzione I Importa- , E,porta- I Consumo . Rapporto zione zlone percentua.le della produzionP al migliaia di ettolittl consumo 1870- 1874 . (I) 60.898 (!) 3,460 2,061 52,307 97 % 1883 • 46,662 2,975 952 48, 5z6 97 % 1891 . 49,852 4,174 54,021 92 % HiOl . 58,000 9, 282 67,270 83 % (2) 53,476 12,887 (1) Il dato si riferisoe anche alle granaglle. (2) L'ufftcio di Statistica agraria calcola la produzione del frumento nel 1911 a. plà di 55 milioni di quintali, superiore cioè a quella di tutti gli anni precedenti, meno H190S. GRANTURCO. L'estensione coltivata a granturco presenta nel quarantem1io dal 1870 al 1910 _le seguenti variazioni: Anni 1870-74 1879-83 1890 1891 1892 1893 1894 1895 1901 1902 1903 1904 1905 1906 1910 1911 Estens ione della coltura del granturco In migliaia di ettari 1,717 1,89'2 1,912 1,906 1,903 1,920 1,901 1,957 1,755 1,700 1,688 1,ll41 1,960 1,817 1,620 1,510

25 Anche pei: il granturco la produzione interna non aumentò in pro• porzione al crescente consumo, cosicchè l'Italia ne dovette importare dall'estero quantità. sempre crescenti. Anni 1881. 1891 . 1900. 1910. Rrso. Importazione del granturco io. lbll::i. •.ronnellate 109,817 37,250 253,689 400,227 Rispetto a questo cerenle si nota dal 1870 al 1910 una forte ridu• zione dell'area coltivata ed un aumento notevolissimo nel rendimento medio per ettaro . Ecco il prospetto delln superficie coltivata a riso. Anni Superficie coltiva. ta a rl10 in miglia la di ettari 1870-74 232 1879-83 201 1890. 193 1891. 195 1892. 198 189J. 162 189±. 165 1895. -163 1901. 189 1902. 171 190,L 186 190~. 179 190J. 160 190Li. 154 190i. 157 190R. 150 190!). 148 1910. 143 1911. 145

, 26 Il rendimento annuo por ettaro fu: An ni \870-74 1879-83 1890 . 18!)1. 1892. 1993 . 189J.. 1895 . 1901. 1902. 1903 . 1904 . 1905. 1906 . t907 . 1908 . 1909. 1910 . Rendimento annuo per ettaro In ettolitri 42 . 22 ~6 .16 c.2 . 64 35 . 63 "!6.70 30 .01 8-1 .75 86 .86 47.00 49 .06 52.00 56.04 53.06 60.02 66 . 56 <52 .38 58 .84 53.11 La produzione del riso, eccetleudo i bisogni del consumo interno, a.1imenta una forte esportazione. Si dànno qui i dati della pr oduzione, de1l'importaz ione, dell'esportaz ione e del consumo del ri so in Ital ia. ·}863 . 1870- 1874.. 1S79-188S. 1690-1894. 1895-1!399, 190C-1904. 1910 . .ANNI Produz;one I Impor t,z;one I ~spo,·taz;one I Migliaia di Ett:olltri 1, 433 9, 79S 7,28.1 2,217 5,803 7, 795 CANAPA . 212 78S i07 85 41 183 1,303 1, 403 414 '70 73::! 852 Consumo interno Ettolitr i 8,707 S,661 5,900 5. 3J8 8,454 ;, rn6 Nel 1863 i l Maestri v,ilu tava la p rocluaione della canapa in Italia a circa 63-5,000 qu intal i. Salita alla cifr a di 96-5,000 quintali nel quin-

27 quennio 1870-L874: presentò nel quarantennio seguen te una tendenza di reg;·esso, la qurtle r isulta. del pr0spetto che segue : Anni 1870,18,!. 1879-1883 . 1884. 1885 . 1880. 1887 . 1888 . 1889 . 1890 . 1892 . 1893. ' • 189! . 1909. 1910 . Raccolto in quintali {tiglio e stopp;,. 1 965,000 853,000 821,000 79!,000 8i2.000 794,000 8J2,000 850,000 698,000 792.000 714.000 646_.ooo 781,000 8108,0'tJO La produzione è iu gran parte esporta ta. Ecco le statistiche del commercio d: importazione e di esportazione della ca.nap~1. greggia per il primo anno di ogni quinquennio da1186i" al 1910. 1861 . 1863 . 1865 . lSil 1875 . 1881 18~5 . 1891 . 1895 . !9UO . 1905 . 1910 . Produz;oue I l mpor tuz;oue I Esportaz;one I Quin tali [ 635,000 794,000 84.6, 060 57,770 11,213 (a) 3,531 (a) 11,803 (a.) 4,211 3,6H 193 2, 130 5,718 29, 706 9! 116 {M I 193,196 (a) -l87,0t3 (a) 287,981 (a) 281,275 (aJ 31:?, 421 330,232 4.75 ,890 502,~11 467,022 868,400 ~7,875 530,3jQ i . Consumo intern() .f:85. 220 515,96! 370, 33;> {o) U dato si riferisce a t utte le fibre tessili vegetali allo sk1to grezzo esclusi la stoppa e il capecchio.

28 Lrno. La produzione annu.tle di questa fibra tessile era calcolata dal Maèstri nel 1863 a quintali 135,000. Nel decennio successivo salì a cir-ca 200,000 quintali all' anno e si mantenne intorno a questa cifra sino nel 1891. L'ultima statistica segna una grande diminuzione nel raccolto di questo prodotto in Italia correlativo al restringimenio del• l'area coltivata a lino. -Alla coltura del lino dal 1870 sino al 1894 si assegnarono circa 60 mila ettari: nell'anno agrario 1909-1910 essa non coprì che 9 mila ettari. Riguardo alla produzione pei cinquan t'anni in esa.me si hanno le seguenti cifre : Anni Quint";.li 1863. 135,000 1870-1874. 235,000 1879-1884. 199,1100 1891. 196,000 1909 . ·, 32,850 1910. 32,220 Il seguente prospetto dà la statistica del commercio d'importazione e di esportazione e il consumo interno di questa fibra tessile: 1863 . 1870•1874 .• 1879-1888 . , ANNI 1886 . . .. 1890 .. . uno .. . Ammontare I I I ra~lto Importazione EsportazlonE>. Conaumo 185,000 2S5, 000 199,000 162,000 209,000 31,220 Vrno. Quintali 272 252 16,600 2, '156 569 169, ... 208 68S 47,720 Il Correnti ed il° .Maestri nel loro primo tentativo di statistir.a agraria del 1866 non tennero distinti gli ettari di terreno 'coltivati eficlusivamente a viti ma nella loro classificazione compresero la col•

29 t ura. della v i te nell ,t. ca.tegoria terreni cu·alorii con o senza, vite che secondo loro, occupava in tutta l'Italia 11,541,522 ettari e calcola.rono a 24,0o-2,657 ettolitri li, procluzione del vino. Attnalmonte la superfice coltivata et Yite è in I ta.lia di e ttari 4,463,000, con una prod usione nel 1909 cli 96,112,000 quinta li di uva e nel 1910 di 4.6,747,000 quintali di uva. La coltura promiscua si estende ad ettari 3,552,000 con una produzione media cli q uintali 14. 6 per etta,·o uel 1909 e' di quintali 7 .1 per ettaro nel 1910. L a coltura spec ializzata occ upa ettari 911,000 con una produzione di quintali 48 .2 per ettaro nel 1909 e d i q uintali 23. 6 p er ettaro nel 1910. OLIO. Secondo il Correnti ed il Maestri la, coltura dell'oliYo in Italia occupava nel 186! ettari 583,268 con una pt·ocluzione p er tutta l' Italia cli ettolitri 1,775,2-26. I dati del nuovo catasto agrario di\nno alla coltura specializi.ata 8.ell 'olivo un' estensione di ettari 581,000 con un prodotto normale di quintali 10,126,000 che per ò nel 1909 è stato cli appena 7,329,000; alla coltuL·a promiscua. un'estensione di ettari 1,7lH,OOO con un prodotto normale di quintali 10,438,000, che però nel 1909 è stato di soli .quintali 7,963,000. Nell' anno 1910 si è poi avu to un prodotto di quintal i 4,821,000 per la coltura speciali szata , e cl i quin tali 4,545,000 per la promiscua, con un r endimento cli ettolitri 1,384,580 contro ettolitri 2,559,200 av utisi n el 1909. La procln~ione tli questi due ulÙmi anni è di molto inferiQre a lla media per varie cause natura.li ed economiche. Ali.i minima produzione contribC1iscono infatti sia le malattie dell e piante e più specialmente la mosca olearia, i pel fatto che gli attuali oliv·eti sono invècchiati, e nuove piantagioni non si fanno SA non in via eccezionale ritenenclos~ incer to e a t roppa lontana scadenza, il profitto che si può ritrarre dall'oli vicoltura .

30 ,sa, 1885 . 1886 • 1887 1888 1889 1890 1891 1892 . 1893 . 1894 1895 1896 1897 . 1898 . 189P . 1900 1901 1902 . 1903 . 190< 1005 . 1906 . 1907 . 1908 . 1009 . 1910 . Produzione dei f'nunento, det _qranturco. del riso, del vino, dett' otio di oliva. ANXI F r umento I Grantucco I Rijo Ettolitri Vino I Olio di oliva 43,155,000 33,630,000 7,978, 000 20. 726,000 2,236,000 41,243,000 :'9, 663,000 7, 838,000 24.918, 000 2,296,000 42, :!18,000 30, 252,000 8, 654, 000 3B, 227, 000 S, 123, 000 -14, 484,000 29. 437,000 7,964,000 34, 532,000 1. 9H, 000 I 38, 800,000 29,606, 000 5, 09i, 000 32, S46, 000 2. 989. 000 38,819,000 28,918,000 8,132,000 :H , 757,000 I 1,540-.000 46,320,000 2S, 418, 000 6,303. 000 29. 45ì 000 3. 086, 000 49,852, ooo 25,539, ooo 6, oss, ooo sa, 002, ooo 2, 740. ooo• I -10,767,000 25,419 , 000 7,'.?60,000 33,972. 000 I 1,686,000 .f7, 654,000 29, 16S, 000 4,850.000 32, 164,000 I 2, 9H, ovo 42,850,000 21~004.000 5.738,000 25,Sli,000 ' 2,120,000 41,490,000 24,838, 000 5,994,000 I 2-1, 246, 000 2,884. 000 51 ,lSO,OOO 28,160,000 3, 761. 000 28, aoo.ooo l 1, 912. ooo 30,630, 000 23, 220,000 6, -l-3'J, 000 2Q.. 350,000 1, S00, 000 48, 400,000 28,065,000 .JS, 600,000 31, 200,000 47, 130,000 31,000,000 58, 000,000 38, -100, 000 , ' 48,000, 000 25,030, 0CO 65,000,000 31,300,000 59,074,000 56,561,000 62,185,865 62,565,873 53,561,000 66,1 74, 000 53,170, 000 31,908, 000 34,276,000 32, 775,694 31 , 178, 412 33, 568,600 34, 2.S0,090 35, 166,000 6,180, 090 6. 650,000 O, 480,000 8, 880,COO ò,48() , 000 9,660,000 9, 6-16, 000 8,584, oco 9, 248, 620 32, 940,.000 I 2, soo. 050 32,500, ooo I s10, oro 3,, ,10.000 j 1,s20,00(l H, 1S0, 000 3,200,000 I 41, H r., 000 1, 850,000 35, 100, ooo I a. 260. ooo ,o. s,s. ooo I 29, 289, ouo 29, 183, 647 1 10, H 9, 6513 52 . 902,607 I 9,332,000 51., 74S, 700 I 8, 400, 000 60,223,000 7.795,000 i 29, 293 240 I 1. 691 . 000 3, -U2. 000 1,113,000 2, 895, 000 632,000 2,12i, 000 l, 384,580 Per il 1911 la. produzione presunta del ,·lno si aggira Intorno :i i 48 milioni di ettolitr i.

/ 31 Prodotti minerali. Nel 1910 la produzione italiana di minerali era valutata dal Corpo Reale delle miniere a poco pii', di 80 milioni di lire (esattamente lire 80,367,479). Se .tlla produzione complessiv,i si toglie lo zolfo che costituisce la. prima industria es trattiva italiana, notevolmente minata dalla concorrenza. della Lnigiana, la nostra produzione mineraria., nel 1909, fu di 44. 2 milioni di lire. Hanno un valore superiore al milione i seguenti prodotti: Minerali di ferro Id. rame . [d. zinco . Id. mercurio Pirite di ferro . . Combustibili fossili Minerali di zolfo . Petrolio greggio. . R occia. asfaltica. e bituminosa Milioni 7 .6 1.0 14.8 3.7 2.3 4.9 32.4 1.4 2.3 B enchè queste cifre sono di gran lunga inferiori a quelle di altri paesi, come gli S tati U niti, la Gran Bretagna, la Francia, In. Germania, la Spagna è però in teressante considerare il progresso compiu to dalla. nos tra proctuzione mineraria.

Prodotti min erali. - Prorlnzione. ir:l I Zolfo (a;regg;o) Ferro Piombo Zinco Sale (di sorgente) AN NI I Quantità I Valore QuantHà I Valore QuanUtà I Valore QuanULil I Valore Quaut;Là I Valore ('l'on nellate) (Lire) (To11nellnteJ (Lire) (Torrnellatc) (Lire) ('l'onnellate) ( Lire) ('l'onnellate) (Lire) 1660 . . . . .. 157,590 19,134,000 87,708 J,OSO, 921 J0,407 3, 015, 793 162 2,446 8,800 SlS, 400 1865 .. . .. . . . 171,687 19,463, 767 142, 145 1,368,597 17,248 4,070,409 732 41, 454 8, 62t 804,84( 1870 , , . . . . . .. 203,874 24,366,403 89, 248 786,671 26, 362 7,577, 795 92,833 G, 605,000 S, 900 287,260 1875 . . . . . . 207, 420 28,821,632 227, 547 3,038, 788 30, 681 8,111 ,0fi:3 61,9M 3,8S<, 360 10,000 307,UO 1880 . . . . . . 359,663 36, 4.05, 593 280, \153 8, 108,851 :l7, 153 9, 081, 167 85,287 4,628,819 10, 781 SS< , 472 1885 .• . . . . . .. 42S, 547 34-, 904, 12g 200,096 2, 126,286 40, 184 6,775,008 107,887 6,659,189 10,678 288,127 1890 , .. S09, 230 28,265,291 220,702 2,4 16, 014 82,187 6, 507, (;04 110, 926 12, 2:52, 648 9,879 938,007 1895 . . . . . . . 370, 766 20,072, 9!\9 183,371 2, 028,656 SJ , 416 4,185, 250 121,197 7,714,523 10, 605 270, 866 1890 . . .. 663, 607 fi8,846,7JO 236,6,IO 3,634,117 ~1,046 5, GJO, 806 )60,629 24,233,330 11,021 SI9, 761 . 1006 . . . . . 027,500 n , 000,000 36G, 616 5,138, S3~ S9,030 5,4.97,033 147,834 19,276,737 l Z, 766 394, 993 1909 .. . . 436,060 :l9,f'26. 8 l8 r.G6.096 6,064,768 :17, 046 5,756, 801 123,036 16,368 : 6,08_1 650,868 1910 , , . . . . . .. G61, 260 7,619,031 86,IH0 6,303,866 . 146, 307 lt,803, 100 16,600 6'/1, 912 -~-..,

I l l 33 L' Industria. L 'industria italiana ha ratto negli ultimi 50 a.nni grandissimi progressi; industrie che al sorgere del nuovo regno erano appena nate raggiunsero eon maggiore o minore rapidità nn notevole svil uppo che per alcuni fu veramente meraviglioso: contemporaneamente s i vennero creando industrie completamente nuove. Questo incremento può l'ilev-arsi da vari indici. Uno degli indici più notevoli è dato dall ' importazione del carbone ancora oggidi quasi indispensabile alle industrie. ·Dall a seguente tabe lla s i 1·ileva come dal 1802 al 1910 l'importa.• zione del carbone è p ill che ventnplicata. 1862 446,093 1892 3,877,571 1867 515,943 1897 4,259,645 1872 1,037,409 1902 5,287,6!0 1877 1,329,549 1905 6,437,539 1882 2,180,020 1910 9,31'l,2-24 1887 3,583,143 Un indice egualmente importante è quello delle forze mo.trici es istenti in Itali a. Anche qu i vediamo una moltip1icar.ione straordinaria di nno"'e energie, che, in massima parte, s'applicano all e industrie. La tabella seguente mostra lo sv iluppo delle forze motrici in Italia, dal 1876 al 1909, • 187d , 1877 . 189i . 1899 . 1904. . 19 ';0 . 3 ANNI FORZE MOTRICI. Caldaie a. \·apore nnn sottoposti a tale vigilanza (V. nota) Motori gas Forze idrauliche Potema in cavalli dinamici . 65,632 683,500 6~5,035 1 1,857,098 857, ~7 (1 250,000 16,500 300, 000 4.5, 855 490,000 Motori di altra specie In (non compresi complesw quelli a vento) 1,000, 000 448 3,008, 43!

34 Situazione delle /orze motrici cli ogni specie al 1° gennaio 1899 e at 1° gennaio 1904, secondo gU usi ai quali erano destùutte. Usi ai quali era destinata la forza Industr ie agricole. . . . Industrie manufatt rici . . Industri e dei trasporti : Trasporti per terra e navigazione lacuale T rasporti per mare; industrie e commerci rua,rittimi. . . . . . . . , • . . . • . . Opifici e servizi dipendenti dai ministeri clella. Guena, e della. 1\i.tri.ò.a . . . Potenza. in cavalli dinamici (In cifre tonde) a l 1° ge ni~aio al 1° gennaio J89Y 1904 95,000 165,000 335,000 980,000 300,000 1,495,000 250,000 345, 000 20,000 15,000 1,000,000 3,000,000 P,irlando delle forze motrici è il luogo di ricordare anche la procl nzi one cli una forma speciale d'energia, messa, negli ultimi anni a. serv i;1,io dell'industria, e cioè dell'energia elettrica. L ' Italia, sebbene venuta dopo altre nazioni , ha fatto, anche in questo ca,mpo, notevoli passi avanti u til izzando le abbondanti forze idra.uli che del paese. A.ll,t fine d el 1898 esistevano in Italia soltanto 2286 impianti elett rici della complessiva potenzialità di K w. 86570. Nel decennio 1898-908 furono attivati 536:l- nuovi impianti capaci di prndurre complessivamente 436000 Kw. Cosicchè calcolando da umt pa r te g li impianti che cessarono durante lo stesso periodo, e dall 'altra quel li che s'aprirono tra il 1908 e il 1910 dei quali , però, non es iste che una statistica appross imativa, si può dire che alla fin e del 1910 esistevano in Itali,t circa. 7009 impianti elet tric i, producenti complessivamente oltre K w. 600000, pari a 800000 cavalli dinamici. li nmnero dei cavalli for7,a è dttnque cr esciuto d ell'S00 per 100 circa. Per ottenere questa produzione di energia elettrica si u til izzarono, oltre il carbone e gli alt ri mezzi motori, una forza idraulica compl ess iva par i a 762000 HP.

'55 Il consumo de.lPener g ia elettrica è dimoshato dalla seguente tn.bella comprendente il periodo dal 1895 al 19 LO. 1895-96 1896-97 1897-08 1S93-99 1899-1900 1900- ltùl . 1901-90:! . 1902-903 . Eserci zio \Ugliala di 1:~erci1.io et.to-wa t.t-or:l. _____I~ li I 10,. 169 1: 1903-•o, 161, -IGO 1904-905 iso. ~62 l t9:J5-ooo •• • I " 9 · 308 lf 1900-90c 2oi , 113 I J21, 93-1, j 19,) 7- 908 3S :!. 519 I 1008-9)9 -15,l,63 1 !1 1909-910 I M;gua;a di ett o-wat.r,-cr.\ ---~,- 531, 1~: 621. 516 1ss, 2ao 805 721 1,008.760 ].1 04. 907 1,s12. es-s Ì\la non solo il nume 1·0 degli impianti è cresciuto: è aumentata anche la potens ialità med ia, che nel decennio 1898-1908 ò passnt:i da 38 a 75 Kvi' . A lcuni degli impiant i come quello della Società Ada - mello: del la 1inea Terni-Roma, e de lla Società italiana di elettro-chi - mi ca. negli Abruzzi (che trasporte rà, appena ultimato, 24.000 cava.lii da Ba.ri a N,ipoli (che dist:i d.i quella città 180 km. al potens ialo di 85000 volts), gareggiano cogli impianti ester i piìl poderosi. A.Ila fine del 1900 esisten t no 60 società naz ionali ordina.rio per azione aventi per iscopo la produzione, il t rasporto e la distribuzione dell' energia elettri ca, con u n capitale complessivo di 9-±.5 milioni di lire. Alh\ fin e del 1910 il lorn un.mero e ra cr esciu to a. 203 e il capi tale complessi--ro ~t !22 mil ioni di lire. · Ricord iamo infine che a ltri 1000 comnui erano alla fin e _del 1908 provvisti di officine e lett ri che per la distribuzione di lnce e d i for;i:a. PRODOTT[ CHl''.\"UCT. TSO USTRI.AL I. Ripor tiamo i dati co ncernenti l'incremento della p roduzione d el - l' acido sot/'orico, l e\ qnal e be n p uò considel·,ir si come nno degli h1di ci dello sviluppo industr ial e di un paese, tante so np le iudnstri e nelle quali esso viene impiegato . Non abb iamo purt roppo i dati precisi della statistica minerari a se non a cominciare dal 1893 ; t uttavia, dalla Relazione della. E sposizione di JNreuse del 1861 apprend iamo l'esistenza in Italia a l 1861 di 5 Dit te per la p rodmione dell 'acido solfor ico, la più impo1faute delJe quali erti la D itta Fratelli Sclopis di Torino con 200,000 lire di capitale, 20 ope ra i ed una produz ione annua d i 300,000 kg. di acido solforico

36 · a 6U0 e 1"70,000 a 60°. La Ditta Sclopis produceva, oltrechè acido sol - forico, vari altri prodotti chimici (acido nitrico, solfato di magnesia, di ferro, di soda, ecc.). È degno di ·nota che la Ditta Sclopis produceva l'acido solforico dalle piriti , mentre la Ditta G. Portalupi di Palermo lo produceva dallo zolfo. Era pure notevole lo stabilimento della vedova Deakin di P is,i che produceva 90,000 cliilogrnmmi d i ac ido solfori co con zolfo siciliano. , Nel 1865 la produzione italiana ili acido solforico era di 75,000 q uin• tali. P resentemente l'acido solforico v iene prodotto in circa 100 s tabiliment i che forll. iscono per intero il mercato interno, essendo minima la quantità importata. La pl'Oduzione fu nel 1909 di 5,897,120 quintali. È pure ragguardevole la crescente produzione di perfosfati che è indi ce sicuro dei progressi delht nostra agricoltura.

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