Inaugurazione dell'Esposizione Internazionale dell'Industria e del Lavoro. Discorso dell'Onorevole Francesco Nitti

La gloria delle nostre istituzioni democratiche è oggi più che mai nella sicurezza profonda ch'è penetrata nel popolo che niun progresso, niuna trasforma,ione civile, niuna opera di rinnova- .zi_one t rova ostacolo in questi liberi istituti , che si svolgono all'ombra protettrice di una fra ,le più antiche e più nobili monarchie di Europa. Questa festa della scienza e del lavoro è anche un'opera di pace. Noi sentiamo di camminare verso una democrazia industriale, in cui la scienza e il lavoro dovranno avere una par_te sempre più grande. B·enchè le lotte fra gli uomini siano sempre dure e tutte le forme di concorrenza sempre · vive e le lotte commerciali e le lotte politiche e le lotte del _lavoro siano sempre aspre, l'opera di pace e di solidarietà che noi dobbiamo compiere ci appare sempre meno difficile. Una più grande bontà su un minor numero di miserie, un più umano senso di solidarietà morale; questa è la meta forse non lontana della nuova democrazia in- ·dustriale, che sorge e prospera vigorosa intorno a noi . Le conquiste della scienza è del lavoro, che oggi festeggiamo , sono le sole che non lasciano dietro il pianto. Napoleone I, reduce dalla campagna d'Italia, ringraziando il 26 dicembre 1797 l' Institut de France, per la sua nomina a membro della classe di scienze , diceva: << le vere conquiste, le sole che non dànno alcun rimpianto, sono quelle che facciamo ·sull'ignoranza >>. Queste magnifiche parole del grande conquistatore sono come la traduzione letterale di quelle fatte incidere in una roccia 255 anni avanti Cristo, da un a ltro grande guerriero dominatore di uomini , l'imperatore indiano Asoko, nel suo XIII editto: << Questa conquista però vale come la migliore, la conquista

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