7 mille, contrastando alle insidie delle malattie infettive, dE>lla malaria, della pellagra, della mortalità infantile, diecine di migliaia di vite umane in ciascun anno, concorrendo così ad ac- -0rescere la nostra popolazione ad aumentare il rapporto di essa alla terra, mentre già si utilizzano meglio le energie naturali <lei paese e si trasforma l'economia italiana. Noi siamo assai più numerosi nel mondo . Ai centomila Italiani che erano all'estero cinquanta anni or sono si contrap · pongono ora 5 milioni di Italiani, che hanno portata dovunque la loro attività di lavoro. L'antico istinto migratore si è ridestato e il grande numero delle nascite, prova di resis tenza del!a razza, vi ha contribuito più di ogni altra cosa. Dalle valli profonde, dalle montagne, dove vivevano segregat i, milioni di uomini sono usciti ad affrontare la vita, a cer • -care lavoro per il mondo. E mentre il popolo si espande, nelle università, n~gli istituti di cultura, una scb i era di uomini in - signi attende a opere di civiltà e ogni giorno nelle opere di scienza e di arte noi realizziamo nuove conquiste . Schiaparelli, Galileo Ferraris, Cannizzaro sono stati fari luminosi , e se la modestia mi consentisse parlare dei viventi, noi avremmo ra - _gione di essere lieti dell'opera nostra. Una conoscenza poco esatta del nostro territorio e delle ri - sorse che sono in esso ha fatto credere in passato che l'Italia manchi di atti vità e che il popolo non sappia utilizzare ciò che la natura ha dato. Invece, anche ora, se il territorio è breve e montuoso, e cat tiva distribuzione di acque e malaria e diffi- -0oltà naturali, limitano la produzione, lo sforzo perseverante ha compiuto opere di notevole trasformazione. E, se pure il progresso che abbiamo realizzn,to non fu senza dolore, ci è 1 tanto ;più grato quanto p iù grandi furono le difficoltà. Noi siamo solo all'alba della nostra profonda rinnovazione:
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