Inaugurazione dell'Esposizione Internazionale dell'Industria e del Lavoro. Discorso dell'Onorevole Francesco Nitti

• ò 46 principalmente dei miglioramenti di carattere tecnico adottati nella lavorazione. Fin dal 1887 era stato assodato che l'iudnstria abbisognava sopratutto di abile maestra1rna, di perfezionamenti tecnici e di macchine ed attrezzi opportuni. Ed infatti può dirsi che l'industria sia notevolmente migliorata, sia daflato tecnico che da quello eco• nomico, tanto che alcune merci che altra volta costituivano una specinlità estera, ora non lo sono più. Ingranditi gli opifici, introdotto l'uso delle macchine e l' applicazione della chimicii, educati i tecnici in quell'ottima scuola, per t'industrirt conciaria fonçlata a Torino per opera di alcuni volenterosi (quali i signori .d..ndreis, Florio, Durio, Depetit, Bocca ed altri) lo svolgimento razionale della lavorazione consentì quell'allargamento degli a.ffa ri di cui sono indi ci eloqueuti l'incremento costante dell'importazione cli materia prima e dell'esportazione dei manufatti. Il che non toglie che v i sia ancora molto da fare. Così tuttora noi importiamo !argamente dalrestero ]e ca]zature cli lusso, che pure potremmo produrre in paese sol che migliorassimo la lavorazione cli a lcuni articoli (per esempio dei cuoi al cromo); ed allora potremmo lavora re in paese quello pelli, sopratutto fine, che forniamo all 'ester o. Per il 1860 si hanno i seguenti dati: [n Liguria vi el'ano 60-80 concerie con 500-800 operai; non sembra però che la htvontzione fosse molto perfetta. Numerose pure era-no le concede del Piemònte. Xel Milanese vi erano 30 tra concerie e fabbriche per la rifiniturèt delle pelli; in provinda cli Bergamo vi erano 5 concerie; in provincia di Parma 14 (7 delle quali in città); in proViucia di Bologn,t ve ne erano varie grosse; nel ferrarese, 3 a Ferrara e 1 a Cento, e buone conce esistevano pure in provincia di Ancona. Fiorente era l'industria in Toscana (45 stabilimenti in pro .. vincia di Firenze, 12 in quella cli Lncca., 5 in quella di Siena, e varie ne esistevano in provincia cli Pisa). NeJ Napoletano vi el'auo; oltre 20 fabbriche montate a ll'uso estero a Napoli; oltre 7 fabbriche montate all'uso estero in Terra di 'Lavoro; oltre 5 fabbriche montate all'uso estero nella Calabria; oltre 300 fabbriche montate coll'antico metodo del mirto. Si importaYano nel Napoletano pelli greggia per 1 milione e mezzo di ducati; la pro,luzione complessiva di cuoi era di duca.li 2:260,000. I principali centri della industr ia napoletana della concia erano : Ca - stellammare, San Giacomo delle Capr e, Solofra, Atessa, Teano e ~faglie. Nel 1863 le concerie italiane producevano 143,740 quintali di cuoi con un valore cli circa 63 milioni di lire. La produzione era così di• strib uita per regioni: .)

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