E così da quest'opera di amore e di fede è venuta fuori l'Italia nuova, nel prestigio di uno sviluppo crescente, nella sal - dezza delle sue istituzioni democratiche, nella fusione degli ele• menti ancor ieri discordi. Non ancora gl 'ideali dei nostri padri si sono in tutto realizzati; ma come diverso il presente dal non lontano passato ! In cinquanta anni l'Italia nostra, vincendo difficoltà di na• tura e ostacoli di concorrenza, sul suo breve territorio già assai denso di uomini, ha visto sorgere una nuova vita industriale, ha visto fiorire una nuova civiltà. Fatti quasi stupefacenti della storia, che mai non vide sul suolo dove due grandi civiltà vissero e si spensero sorgerne una terza; fatt i non meno meravigliosi della vita della ricche7,za, per cui nessuno dei grandi paesi ai quàli la natura negò i due diamanti neri della ·produ~ione, il carbo:ie ed il ferro, vide nel secolo decimonono sorgere e prosperare l'industria. Dovnnque, sulle rovine di una vecchia civiltà non abbiamo mai visto sorgere un a grande civiltà nuova; e dove l' opera di decadenza fu compiuta dal tempo, mai alcuna opera fondamentale di rinnovazione apparve possibile. Le vecchie civilt-à commerciali e guerriere, dove l'arte c la scienza fior irono, si sono spente; alcune civiltà che dominaronv l'Europa al prin• cipio. dell'evo moderno si sono quasi isterilite; il fiore di una nuova vita non si è mai dischiuso sulle macerie di un mondo caduto. Soltanto su questo suolo d'Italia, una nuova civiltà, una terza civiltà si è formata. La nostra terra ba quasi in sè una misteriosa forza di grandezza e di vita. Pur guardando senza illusioni la real tà, pur constatando ciò che a noi tuttavia manc3, quando vediamo il cammino percorso, siamo ·quasi sorpresi dell'opera compiuta.
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