- ~ - dal Re di Svezia una borsa .II studio e si recò a Lipsia, dove frequentò per quattro anni il Conservatorio ed ebbe a maestr i Ferdinando David, l'Hauptmann, il Richter ed il Reine cke, Percorse in seguito la Danimarca, la Scozia, l'Inghilterra; soggiornò un anno , da l 1868 al 1869, in Par igi; lasc iò la Francia per la Germa ni a e diresse, dal 1871 al 1872 , i concerti dell'Euterpe a Lipsia ; ritorni? in patria nel 1872 ; dal 1873 al 1882, con q ua lche scappata a Roma, a Londra ed a Parigi , diresse i concerti dell a Società Musi cale .II Cr istiania, e nel 188J fu nom inato maestro della ca ppell a re ale di Copenhagen . La Dan imar ca piange ora la morte di que st o suo illu stre figl io, avvenuta il 15 luglio s . La lista de lle composi zioni dello Svendsen non è molto lunga ; COme i suoi fratelli scandmavi Kjerulf, Grieg, Selrner, Sinding, egli non si è dato al te atro, ma nel campo s infoni co egl i è un grand e mal' tr a. Scr isse due Sin fon ie j quattro Rapsod ie norve ges i ; una l hm: ia funebr e ed una Mar cia trionfale d 'occasione; un 'introd uzione sinfonica per Sigurd Slembe, di Bi òrnson ; un co ncerto di violino e un con certo di viol oncello con or chestra ; un'ou verture Romeo e Giu lietta : una pol acca ; una marcia umorist ica ; il poema infonico Carnevale a Parigi; il Carn evale artistico uor'lltgest ; la leggenda Zorohayra ; pOI due quartett i, un qu inteuo per strumenti a corda, la celebre roman za per viol ino ed orchest ra che fa parte del repertorio di tut ti i violinisti ; Lieder, cori per voci d 'u om o, trasc rizion i per orc hestra d i cant i popolari sve des i, norvege s i e islandesi. Il ca rn eva le imp azza di mille alle grie, in un a r idd a di suon i, di cant i, di musiche, per le vie di Parigi, av e la fiumea umana serpe e t rascorre confusamente: miriadi di maschere saltellano, corrono, danzano di t ra la folla: le lo r grida echeggiano acute in suoni varia tissimi, Carnevale trionfa ! Un ep isod io sentimentale : un a coppi a di mas chere s' avvia pei sent ieri dell'ill usione, nelle tenerezze dell 'or a oblivos a.... Q uindi si riprende la gazzarra dei multipli suoni intonata in un'u nica armon ia generale : la festos it à carnasci alesca. Accenti uman i ed urla belluine si mescolano, si fondono in un r itmo sovrano frenetico: il canto or giastico della umana folli a, Di mille allegrie il carnevale impazza .
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